Page 79 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  MARINA  DI  FRONTE ALLE  AGITAZIONI  SOCIALI  NEGLI  ANNI  DIFFICILI   000   57


            l:impiego più frequente delle navi è il trasporto di Carabinieri e Guardie Re-
        gie da una località all'altra per l'inagibilità dei  trasporti ferroviari e stradali.  Dal
        1920, la Sinistra inizialmente blocca - a parte gli  scioperi - i convogli ferrovia-
        ri  con materiali bellici destinati all'Europa Orientale  per le  armate bianche, poi
        subentra l'inibizione al  trasporto di  forniture  militari all'interno del Paese e,  in-
        fine,  di  reparti  di  forza  pubblica  o  di  forze  armate in  trasferimento per ordine
        pubblico.  Seguono attentati di  ogni genere sulle linee ferroviarie,  i treni vengo-
        no  armati  anche  con  mitragliatrici  (ACS,  P.S.  1920,  Busta  93).  Sono  coinvolte
        unità di  ogni tipo:  torpediniere, caccia,  esploratori e corazzate.  L'evento  più si-
        gnificativo è l'invio della corazzata Duilio con la Brigata Sassari per i moti di To-
        rino dell'aprile 1920. La nave proveniente da Gaeta imbarca a Livorno e trasporta
        quasi 800 uomini con quadrupedi e materiali sbarcandoli a Genova, per la loro
        prosecuzione per via terrestre, contrariamente agli  ordini del ministro della Ma-
        rina Sechi  di  approdare a Savona o in caso di  maltempo nella rada di Vado,  per
        evitare  inconvenienti  all'atto  dello  sbarco  a  Genova  anch'essa  con  le  fabbriche
        occupate, secondo l' "Avanti l " in effetti verificatisi.  Il  vice ammiraglio Cagni, co-
        mandante della squadra, viene spedito di  urgenza da  Spezia a Livorno presso il
        comandante dell'accademia navale,  coordinatore dell'operazione, per un'inchie-
        sta di  cui  non conosciamo l'esito.  Nella stessa  occasione  vengono  inviati anche
        quattro caccia per esigenze di  Genova e di Torino.  Reparti della  Brigata Sassari
        vengono trasferiti  un'altra volta  a Genova nel  1921, questa volta con la  coraz-
        zata Doria  (ACS,  P.S.  1921, Busta 84).
            Un  altro impiego di grande  rilievo è la  messa  a disposizione di  meccanici  e
        di  fuochisti  per  le  locomotive  delle  ferrovie  durante  gli  scioperi;  da  numerose
        fonti  varie si ha notizia di personale di  Marina con tale compito in vari compar-
        timenti ferroviari,  in cooperazione al  Genio  Ferrovieri.  Tale impiego  dà origine
        all'episodio  più  drammatico  di  tutto  il  periodo,  i  fatti  di  Empoli  dello marzo
        1921  (USMM,  Busta 2408 "Inchiesta  eccidio Empoli").  Un  reparto di  personale
        di  macchina di  47 uomini proveniente da unità  navali,  tra cui  un capitano mac-
        chinista capogruppo e tre sottufficiali, con la  scorta di  14 carabinieri e tre auti-
        sti dell'Esercito, diretto in camion da Livorno a Firenze, giunto ad Empoli trova
        la località in stato praticamente insurrezionale per lo sciopero generale, con i lo-
        cali carabinieri asseragliati a difesa del  telegrafo, della stazione ferroviaria e del-
        la  propria caserma.  Il  reparto  viene  all'arrivo  attaccato  a  fucilate;  disceso  dagli
        automezzi, è ulteriormente aggredito con armi da fuoco,  malmenato e colpito in
        varie  forme con una sorta di  caccia all'uomo da elementi della Sinistra con l'ap-
        poggio  della  folla  inferocita,  che  tendono a  percepire  come  "fascista"  qualsiasi
        azione intesa a contrastare il  successo dello sciopero;  la vicenda si  conclude con
        la morte di 9 militari, tra cui 5 di Marina, e il  ferimento di  13  di  cui alcuni gra-
        vi.  Segno dell'angoscia del tempo è il  fatto che ai  marinai sia stato fatto indossa-
        re un abito borghese per non dare nell'occhio ma che invece finisce con richiamare
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