Page 77 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA MARINA DI FRONTE ALLE AGITAZIONI SOCIALI NEGLI ANNI DIFFICILI 000
Ma veniamo alle attività della Marina sul fronte interno. Innanzi tutto la si-
curezza delle navi e delle installazioni, quest'ultima con la preziosa collaborazione
dei Carabinieri della Marina che nel giugno 1922 sono (Archivio Carabinieri, Bu-
sta 11 04.10) poco più di 500, ripartiti tra le compagnie di Spezia (140), Taranto
(118), Pola (116) e varie stazioni a Napoli, Venezia, Castellammare di Stabia, La
Maddalena, Livorno e Messina, oltre al nucleo del Ministero. Sulla sicurezza del-
le navi non c'è molto da dire, l'episodio di un MAS ormeggiato in banchina a Po-
la invaso da un gruppo di fascisti per un'azione dimostrativa nel marzo 1922 non
è di grande significato (USMM, Adunanza Consiglio Superiore di Marina, 26 mar-
zo 1922). Nell'ambito della sicurezza delle installazioni, a parte i ricorrenti pattu-
gliamenti all'interno degli arsenali da parte di picchetti delle navi in occasione di
scioperi, un fatto importante è l'assalto alla polveriera di Vallelunga presso Spezia
compiuto da un gruppo di anarchici il14 giugno 1920 (ACS, RCM. 1920, 1.2.1060)
che, intimidite le sentinelle, sorprendono l'intero corpo di guardia e lo disarmano.
È probabile la complicità di marinai di una contigua installazione della Marina, poi
resisi disertori. La coraggiosa reazione di un carabiniere fa fuggire gli attaccanti. Il
tenente del Corpo Equipaggi responsabile della polveriera viene punito con due
mesi di fortezza e sospensione della promozione in corso; la sentenza del Tribu-
nale M.M. di Spezia del 28 luglio 1920 punisce con leggere pene detentive quat-
tro dei 21 marinai accusati di "violazione di consegna" nel servizio di guardia, tenuto
conto, tra le circostanze attenuanti, delle basse condizioni di morale del persona-
le. La lettura delle sentenze del tribunale suggerisce un'amministrazione della giu-
stizia operata con equilibrio e umanità. Altro fatto di un certo rilievo è nel maggio
del 1920 l'invasione da parte della folla del distaccamento della Marina e del ba-
lipedio di Viareggio in occasione di disordini, con una torpediniera colà inviata co-
stretta dai dimostranti a ritirarsi in buon ordine. Il 30 novembre 1920 il "Corriere
delle Puglie" dà notizia di un tentativo criminoso presso la polveriera Buffoluto di
Taranto sventato dai carabinieri, ma non se ne sa altro. In questi anni trafugamenti
di armi e assalti a polveriere dell'Esercito sono frequenti.
Per il contributo in piazza all'ordine pubblico occorre ricordare che vige an-
cora il vecchio criterio di impiegare all'uopo le forze armate e la robusta struttu-
ra territoriale mantenuta a tale scopo dall'Esercito, ha riflessi negativi sui bilanci
della Marina. I carabinieri alla fine del 1919 sono poco più di 50.000 poi in au-
mento (ACS, RS. 1920, Busta 53), oltre ai 25.000 uomini della Guardia Regia isti-
tuita da Nitti nel 1919 (corrispondenti agli odierni reparti mobili della Polizia di
Stato), anch'essi in progressivo incremento. Le agitazioni di piazza in questi anni
sono molto cruente con scontri a fuoco, delinquenza comune infiltrata, saccheggi
di armerie e di negozi alimentari, ecc., con una vera e propria situazione insurre-
zionale ad Ancona e in alcune città del Nord al tempo dell'occupazione delle fab-
briche (1920). Tanto per esemplificare, a Spezia nel luglio 1919 due morti civili,
dieci feriti civili, un ferito carabiniere, 142 arresti; a Taranto stessa data, sempre

