Page 234 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1944-1989) - Atti 27-28 ottobre 2004
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                contemporaneamente quelli  connessi  alla  tutela  dell'ordine pubblico  in  pace;
                sulla ratio di  tale innovazione è bene riconsiderare il  testo della lettera con cui
                l'allora  comandante  generale  chiedeva  l'autorizzazione  a  costituire  la  Brigata
                (27 gennaio 1963): "È mia intenzione dare ai  reparti mobili ed a quelli a caval-
                lo dell'Anna dei Carabinieri un ordinamento rispondente alle moderne esigen-
                ze  di  addestramento  e  di  impiego  sulla  base  dei  seguenti  criteri:  creare  degli
                strumenti idonei, sotto ogni  profilo, ad assolvere compiti operativi veri  e pro-
                pri di guerra e contemporaneamente quelli connessi alla tutela dell'ordine pub-
                blico in tempo di  pace".  Essa divenne uno dei punti di  forza del dispositivo mi-
                litare italiano  nell'ambito della difesa NATO.  Eredi di  tale reparto sono le  at-
                tuali  I e II  Brigata  mobile che sono articolate principalmente per il  servizio di
                ordine pubblico  in  Patria  e  per  le  missioni  all'estero e  presentano, quindi,  un
                armamento snello e moderno.  È vero che, al  tempo, l'istituzione della Brigata
                dette luogo ad  illazioni, dovute al  fatto che sembrava innaturale che una simi-
                le  potenza potesse essere spiegata in  ordine pubblico,  ma occorre anche consi-
                derare  la bivalenza dell'Unità, idonea non solo ad affrontare le  offese originate
                all'interno del territorio, ma anche a quelle provenienti dall'esterno.


                I punti di forza  di questa ristrutturazione,  furono:
                 responsabilizzazione  del  comandante del  Gruppo, ora comandante provincia-
                le,  che sovrintese a tutte le  attività dell'Arma nella provincia, ponendosi come
                 unico interlocutore delle altre amministrazioni dello Stato, al  contrario di pri-
                ma, quando su  un'unica provincia gravavano più comandi dello stesso livello;

                costituzione del Comando intermedio (Compagnia/Tenenza) quale base dell'in-
                tervento operativo vero e proprio; oltre a verificare l'operato delle Stazioni di-
                pendenti, il  Comando aveva a sua disposizione i "nuclei servizi  preventivi", le
                sue pedine per condurre il  servizio;
                contrazione dell'ordinamento gerarchico in modo che tra Gruppo (Comando
                provinciale) e Stazioni esistesse un solo Comando intermedio;

                 riduzione  del  frazionamento  della forza  (specie  nei  centri urbani e nelle lo-
                calità ove  sussistevano  favorevoli  condizioni  ambientali),  quale  indispensa-
                bile premessa per far fronte alle esigenze della specializzazione ed alla costi-
                 tuzione dei  nuclei operativi alle  dirette dipendenze dei  Comandi di  Gruppo
                e  intermedi;

                 netta differenziazione di  compiti e attribuzioni ai  vari  livelli;
                diretta e responsabile partecipazione dell'ufficiale alle operazioni;
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