Page 230 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1944-1989) - Atti 27-28 ottobre 2004
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GIANCARLO BARBO NETTI
periodo si rifondò la Pubblica Sicurezza, con una forza di 51.000 uomini (nel
1940 contava 17.500 unità), organizzata militarmente anche se alle dipendenze
del Ministero dell'Interno. Nel 1947 nacquero i Reparti celeri, di venuti subito
importanti nel contrastare i forti disordini che attraversavano la Penisola.
Già il 31 agosto 1945 fu emanato il Decreto legislativo luogotenenziale n.
603 che fissava l'organizzazione dell'Arma in un Comando Generale, tre Co-
mandi di Divisione, sei Comandi di Brigata, ventuno Comandi di Legione terri-
toriale e, soprattutto, dodici Battaglioni mobili: rispetto al 1940 il numero dei
battaglioni era triplicato, proprio perché la situazione socio-politica era partico-
larmente agitata. Ad integrare tale decreto, giungerà quello n. 857 del 9 novem-
bre 1945 che enunciava le norme relative al reclutamento della truppa, reintro-
ducendo la ferma di tre anni per i carabinieri effettivi e la leva di 18 mesi per i
carabinieri ausiliari; il problema da superare era allora quello del reclutamento,
che si poneva non solo per l'Arma, ma per tutta la pubblica amministrazione, re-
lativo alle persone coinvolte nella Repubblica di Salò: "gli impiegati pubblici che
dopo 1'8 sçttembre 1943 hanno seguito il governo fascista o gli hanno prestato
giuramento o hanno collaborato con esso sono dispensati dal servizio".
Nel maggio 1945 il Comando Generale invitò i carabinieri sbandati che
non avessero prestato giuramento alla GNR a presentarsi nelle caserme di ap-
partenenza; venne svolta un'indagine (discriminazione) per stabilire le respon-
sabilità individuali di ogni militare durante l'occupazione; peraltro, soprattut-
to al nord, le forze di polizia erano screditate ed invise, per colpa di quella par-
te che aveva collaborato col regime nazifascista. L'epurazione fu severa ma non
drastica, anche per non farle conseguire una paralisi della burocrazia soprattutto
in determinate aree geografiche.
La fine della guerra vide una situazione drammatica anche per quel che riguar-
dava il parco mezzi dell' Arma, che nel 1945 contava una vettura ogni 140 Carabi-
nieri; considerando anche autocarri e motocicli si può calcolare che solo 1'8% del-
la forza era mobile. La situazione migliorò molto nei quattro anni successivi, oltre
la metà della forza diventò trasportabile su un mezzo motorizzato con evidente
vantaggio per il movimento e la concentrazione delle forze necessarie a fronteggia-
re i grossi sommovimenti del tempo.
La nuova struttura dell'Arma contribuì a riportare la situazione negli argini
della normalità, pur a costo di numerosi lutti.
Altro momento interessante del dopoguerra fu il referendum monarchia -
repubblica. L'allora comandante generale, Brunetto Brunetti, fu sospettato di
partecipazione a complotti filomonarchici, mentre nel contempo veniva fatta

