Page 75 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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La p.llerra èjìlli/a.  La litoslrtfziolle delle  Forze Arll/ate italialle


        dell'Albania e la riduzione entro i confini attuali, con l'esclusione del territorio libero di
        Trieste), si aggiunsero quelle militari, che possono essere così riassunte:
           - smantellamento, entro un anno e per una fascia profonda 20 chilometri, cii  tutte le
        installazioni militari esistenti lungo il  confine francese e jugoslavo;
           - clivieto cii costruire installazioni militari a est- ciel confine francese e a ovest del con-
        fine  jugoslavo;
           - smilitarizzazione dell'isola di Pantelleria, delle isole Pelagie (Lampedusa, Lampione
        e Linosa) e dell'isola di Pianosa;
           - demilitarizzazione della Base navale cii La Maddalena;
           - smantellamento  di  tutte  le  difese  costiere  sarcle  situate  a  meno cii  30  chilometri
        dalle acque territoriali francesi;
           - obbligo che l'organizzazione e l'armamento delle Forze Armate, così come la loro
        dislocazione sul territorio nazionale, siano «concepiti in maniera da rispondere esclusi-
        vamente a compiti cii  carattere interno e ai  bisogni clelia  difesa locale clelia  frontiera  e
        della difesa antiaerea»;
           - clivieto di reimpiegare personale non riabilitato proveniente dalla Milizia fascista  e
        dalla Repubblica Sociale;
           - obbligo cii congeclare tut:l:o il personale esuberante entro 6 mesi;
           - obbligo cii versare tutto il  materiale eccedente le  necessità della  forza alle anni;
           - clivieto  di  possedere,  costruire  e  sperimentare  armi  atomiche,  proietti guidati  o
        autopropulsi e loro sistemi di lancio, cannoni con gittata superiore a 30 chilometri, silu-
        ri  con equipaggio, navi portaerei, navi corazzate, sommergibili o altre unità subacquee,
        mezzi navali d'assalto, motosiluranti, aeromobili progetta  t-i  come bombardieri;
           - proibizione ad acquistare materiale d'armamento di provenienza tedesca e giappo-
        nese e di  fabbricare  o  detenere materiale d'armamento eccedente le  effettive possibili-
        tà  d'impiego delle Forze Armate;
           - obbligo di provvedere alle spese relative al  rimpatrio dei prigionieri di guerra.
           Seguivano poi le limitazioni imposte alle  tre  l iorze  Armate con la  defini%ione  delle
        rispettive autori%%a%ioni.
           L'Esercito non poteva avere una forza  superiore ai  185mila uomini, ivi compreso il
        personale di comando, le  Unità combattenti e i servizi.  A questi non potevano essere
        aggiunti più di 75mila Carabinieri. Il  numero massimo complessivo di carri armati leg-
        geri e pesanti era  fissato in 250 unità.
           Altrettanto  severe  le  limitazioni  imposte  all' Aeronautica:  25mila  uomini  il  limite
        massimo del personale arruolato, ivi compreso quello dell'Avia%ione navale; 200 i veli-
        voli cla  combattimento e da  ricognizione, 150 gli  apparecchi da  trasporto, da  salvatag-
        gio in mare,  da  isl"!:uzione  e di  collegamento,  C011  possibilità di  munire di  armamento
        solo i primi 200.
           Le  conseguen%e  più  gravi  riguardarono,  però,  la  l'vlarina.  Se  i  limiti  imposti
        all'Esercito e all' Aeronautica corrispondevano in  qualche modo alle  concli%ioni preesi-
        stenti ed erano in linea con tutta la  storia successiva all'8 settembre, quelli imposti alle
        forze  navali ne ridimensionavano drasticamente la  consistenza e le  possibilità d'impie-
        go.  Il Trattato prevedeva una  forza  massima  di  25mila  uomini,  un  tonnellaggio  com-



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