Page 168 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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LVIaritt Gabn"ella Pasqttalini


           Novanta  ha  ridefinito  i propri compiti  nell'elaborazione  della  sua  nuova  linea
           strategica; compiti tra i quali  figura  la gestione delle crisi per la prevenzione dei
           conflitti c il  mantenimento della capacità di deterrenza, in un totale processo di
           revisione, imposto anch'esso dalla fine dell'antagonismo tra Est c Ovest.
              L'ONU, prendendo coscienza di alcuni fallimenti dei propri interventi (quali
           quello UNOSOM in Somalia, o quello nei Balcani), ha delegato un certo nume-
           ro  di  missioni  eli  mantenimento/imposizione della  pace  in  sede  regionale  alla
           NATO, riservandosi un ruolo più  deciso  per la  costruzione della  pace a livello
           sociale  e  umanitario,  così  migliorando,  se  possibile, l'incisività degli  interventi.
           Ad avviso di chi scrive, comunque questa benemerita organizzazione internazio-
           nale deve rivedere alcune sue  strategie c modi di  intervento, per continuare ad
           avere  quell'impatto  decisivo  sulla  risoluzione  eli  questioni  politico-economico-
           militari  a livello globale.
              Nell'ultimo decennio, le  "missioni di  pace"t  si  sono inoltre differenziate  per
           obiettivi, strategie e modalità operative. Jl  ritrovato accordo fra i Cinque Grandi
           del Consiglio di  Sicurezza  (USA,  Russia,  Cina,  Gran Bretagna e  Prancia)  e  una
           diversa  stagione dei  rapporti multilaterali  a livello  mondiale,  hanno portato alla
           piena  applicazione  delle  disposizioni  ai  capitoli  V l,  VII  e  VIII,  previste  con
           sapiente preveggenza ancora prima della  fine  della seconda t,>uerra  mondiale: un
           conflitto che, pur con le sue distruzioni c i milioni di  morti, preparava un nuovo
           ordine a livello globale, per il (1ualc la quasi totalità degli Stati, riuniti in una orga-
           nizzazione internazionale, decisero di convivere con delle regole chiare e precise.
           Non sempre queste regole sono state  osservate, ma la  comunità internazionale
           ha  cercato  c  cerca  di  monitorarc  e  far  implementare  l'applicazione  dei  diritti
           umani, e nella maggior parte dei casi gli  interventi hanno avuto risultati positivi.
              Dal 1989 vi  è stata una profonda evoluzione del concetto di mantenimento
           della  pace e di interventi per la  sicurezza internazionale, con il  frequente coin-
           volgimento  di  componenti civili  a  fianco  di  quelle  militari,  anche  se  ancora  si
           sente l'esigenza di una maggior collaborazione tra le  due "anime" che lavorano
           per ricostruire in un quadro di  stabilità c sicurezza.
              La  politica estera del Governo italiano è sempre stata (1uella di appoggiare il
           ruolo dell'ONO, per una più incisiva presenza di questa Organizzazione a garan-
           zia della sicurezza mondiale, accettandone e favorendone le misure.  Allo stesso
           tempo il  Governo ha deciso di  avere  una più  forte  presenza a livello regionale,
           nel quadro della NATC) c della scelta "atlantica" effettuata anni prima (v.  sotto).
           Ha avallato e spinto il  processo di integrazione in  Europa, approvando anche la
           formazione  di  una  forza  militare  europea  e  più  recentemente  di  una  polizia
           europea, alla quale l'I tali a può dare un  forte contributo professionale.
              L'impegno dello Stato Maggiore della  Difesa  (SMD), nella sua linea di indi-




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