Page 172 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Nfaria Gabriella Pasqualini

           (CI)  dcll'AFHQ, che aveva  un ufficio  di  collegamento britannico, aggregato al
           Comando Centrale C.S.  di Roma, al  quale era anche integrato un ufficiale ame-
           ricano con compiti amministrativi.
             Nel novembre del 1945 tutta l'organizzazione informativa su territorio italia-
           no  fu  rivista,  alla  fine  del  conflitto  armato:  furono  sciolti  la  maggioranza  dei
           reparti della LA.I. (Italian Army Intelligence) e della S.P.  (Security Police Units).7
           Al momento dello sbarco degli Alleati in Italia, era stato considerato opportuno
           che  alcuni  degli  ufficiali  del  SIM/CS,  presenti  a  Brindisi  dopo  l'armistizio,
           impiantassero un sistema di informa:doni e controspionaggio, peraltro modifi-
           cato rispetto al precedente, sotto il diretto controllo angloamericano. Molti degli
           ufficiali  italiani,  già  specializzati  nel  settore, che erano  stati  catturati  in  Africa,
           furono fatti rientrare, proprio per far parte del nuovo servizio.
              L'organizzazione era stata attuata sulla base della  tradizione precedente, con
           una sezione Comando, con Centri, Sottocentri e Nuclei, i quali operavano come
           rami del Comando Supremo Italiano, ma sotto il  controllo alleato.
              La collaborazione con gli Alleati stentò ad ingranare, anche per una certa dif-
           fidenza  da  parte degli  operatori  stranieri  nei  confronti degli italiani.  A mano a
           mano però gli Alleati si resero conto del lavoro professionale, non solo leale, che
           l'I.A.I. stava svolgendo: il  controspionaggio italiano apportò un sicuro contribu-
           to al successo degli alleati nel neutralizzare i servizi di informazione tedeschi sul
           teatro  operativo italiano  e questo venne  riconosciuto a  livello  ufficiale.  Con la
           graduale  liberazione  dell'Italia  1'808°  Btg.  C.S.  continuò  a  fornire  un  prezioso
           contributo agli  organi di  controspionaggio alleati,  tanto che nel settembre 1944
           esso  fu  integrato nell'organico  di  guerra inglese  con 69  ufficiali  e 931  sottuffi-
           ciali c truppa.
              Oltre  ai  suoi  normali  compiti  di  controspionaggio,  1'808°  ebbe  una  parte
           importante, se  non molte volte unica e risolutiva, in  tutte le  operazioni della 'J'
           Force angloamericana, riuscendo a guadagnarsi sul campo la stima degli ex-nemi-
           ci,  che evitamno così  l'errore di  azzerare completamente un  settore  tanto deli-
           cato  di  operatori  che  conoscevano  il  territorio  e  l'organizzazione  nemica.
           Quando i vincitori del conflitto consentirono alle  Forze Armate Italiane di rior-
           ganizzare  un  servizio  di  informazioni  militari,  ma  non  ancora  interfor7.e,H  nel
      .g   1945, appunto, intesero ancora avvalersi direttamente dell'808° C.S.  per la  pro-
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      Vl   fessionalità che era stata dimostrata. Solo il15 agosto del1946, dopo 33 mesi di
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      j    intenso lavom, questa  unità sarebbe rientrata anche  per la  parte relativa all'im-
      E    piego alle dirette dipendenze dell'Ufficio 'l'dello SME, nella sua rinnovata veste
      "  c   di 2a  Sezione.
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      ·~      A questa valutazione positiva contribuirono notevolmente i Carabinieri, che
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      u    costituivano  il  nucleo  più  numeroso  del  Battaglione,  con  un'intensa  e  valida
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