Page 170 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Maria Gabriella Pasqualini
ti della società, anche a causa dell'immagine mecliatica proposta dalle missioni
fuori area; e non da tutte. Del resto anche oggi, nonostante le missioni all'este-
ro abbiano reso più popolari le Forze Armate e la popolazione civile abbia dato
dimostrazione di grande solidarietà e partecipazione in occasioni di attentati, il
filo dell'antimilitarismo si snoda in modo più attento c criptico, ma è ancora pre-
sente: nulla da eccepire per libere opinioni in uno stato democratico. Che si lasci
però a tutti la libertà delle proprie idee, pro o contro, senza demonizzazioni e
giudizi negativi, che invece molto spesso avvengono.
Solamente in tempi recenti, ma ancora in ambienti ristretti agli addetti ai lavo-
ri, si studia con serietà il nuovo ruolo' delle Forze Armate in Italia e nella socie-
tà italiana, un ruolo che ha avuto un 111111ammto rarlimle;' soprattutto dopo quella
che viene considerata la fine del bipolarismo post bellico, come già sopra ricor-
dato, un ruolo da protagonista nella realizzazione di alcuni degli obbiettivi di
politica estera italiana, soprattutto quando occorre riprendere un tempo perdu-
to di presenza politica in alcuni settori strategici eli interesse nazionale, quali pos-
sono essere i Balcani o il Mediterraneo, quest'ultimo soprattutto eli immediato
interesse nazionale.
Dalla fine della seconda guerra mondiale sono passati più di cinquanta anni
e "molta acqua sotto i ponti", da quando gli anglo-americani trattavano i milita-
ri italiani come se fossero operatori di serie inferiore, nonostante la pretesa "cor-
dialità" delle relazioni. Del resto il testo dell'armistizio cosiddetto "lungo" era
ben chiaro: al punto A le Forze italiane di terra, eli mare e di aria, ovunque esse
si trovassero, si erano arrese. Badoglio aveva accettato senza condizioni quanto
imposto c non poteva fare altro nella situazione contingente, che aveva visto,
accanto a pagine di storia militare eccelse, altre di carattere certamente poco edi-
ficante dal punto di vista umano e poco valido se guardiamo alla tattica e alla
strategia.s
Quell'armistizio, i cui termini rimasero segreti per lungo tempo, era comun-
que molto duro per le Forze Armate italiane e l'analisi dell'integrità del testo fa
ben comprendere come in realtà, a vari livelli, a mio avviso, la cosiddetta cobelli-
geranza non fosse stata compresa e accettata e comunque, almeno agli inizi, poco
valutata. Pu permessa, forse obtorto collo dagli Alleati e solo perché con grande
pragmatismo americani e inglesi avevano compreso che era utile, se non neces-
sario, usare anche forze locali, militari c civili, per vincere il nemico nazista e far
terminare il conflitto. Poi, nel c.1uadro generale della sistemazione politico-istitu-
zionale del territorio, l'utilizzo anche di Forze Armate italiane - "locali" -, pote-
va essere C.Juindi un'interessante premessa e un ulteriore vantaggio per control-
lare il futuro della penisola.
Questo sistema di utilizzo delle "forze locali" viene applicato adesso in
(l
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