Page 169 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Ar!JJate
rizzo e coordinamento, è notevole e incisivo, anche per affermare la professio-
nalità dei militari italiani e ottenere la dovuta visibilità con quegli incarichi eli alto
profilo, che consentano il migliore adempimento del mandato ricevuto, anche
rispetto all'impegno finanziario e di risorse umane profuso nelle missioni.
Il prestigio italiano è stato costruito missione dopo missione, con una atten-
ta risposta professionale alle richieste della comunità mondiale, ribaltando com-
pletamente quanto era avvenuto tra il 1943 e gli anni successivi.
L'immediato periodo post-bellico
Per poter meglio comprendere l'iter di conoscenza del contributo delle Forze
Armate all'immagine internazionale della Repubblica, ci sembra opportuno
ricordare quanto scritto da Pietro Scoppola, 2 e cioè che vi è sicuramente stato
un "antimilitarismo storiografico", dopo una massa di studi sulla Resistenza e
sui fatti clcll'S settembre 1943, che corrispondeva a puntino ad un "antimilitari-
smo" diffuso nella comunità civile: molti furono i motivi di questo atteggiamen-
to della società italiana, nell'immediato dopoguerra e quasi fino ai nostri giorni.
Alcuni studiosi preferiscono parlare di amilitatùmo, indicando con questo sostan-
tivo l'atteggiamento della società italiana verso la questione e non un "antimili-
tarismo", come indicato dalla sottoscritta. Se anche lo si volesse, confit,rurare
come amilitctrùmo i rapporti della Polizia c dci Servizi di Informazione sullo spi-
rito della popolazione al riguardo, nel dopoguerra in particolar modo, anni '50-
'60 compresi, indicano un atteggiamento in genere non favorevole alle Forze
Armate, soprattutto verso la Forza di terra. Se l' amilitmismo è ignorare la questio-
ne, non parlare eli Forze Armate o non appoggiarle, questo preteso amilitatismo
assumerebbe quindi, ad avviso di chi scrive, una connotazione sfavorevole ...
cioè concretandosi in un disinteresse che si consustanzia in un antimilitarismo
strisciante, anche se non conclamato.
Ancora oggi, nella pur benemerita ricet'Ca della verità rispetto al passato,
spesso non si contestualizzano documenti originali e avvenimenti che vengono
giudicati con parametri assolutamente contemporanei, senza storicizzare il fatto
o lo scritto, inquaclranclolo nel momento in cui esso occorse o fu redatto, dando
quindi origine a giudizi ed eventuali falsi scoop, anche per "vendere", seguendo
i desiderata delle case editrici. Questa non è onesta ricerca o analisi storica;
quanto meno, a opinione di chi scrive, non può avere un valore scientifico,
soprattutto se segue ideologie politiche per dimostrare un teorema storico
pre-confezionato.
Un "antimilitarismo" che solo recentemente si è attenuato, presso alcuni stra-
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