Page 175 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Ar111ate
to ai Caduti di Kindu (tredici rappresentanti dell'Aeronautica militare) che acco-
glie i viaggiatori all'ingresso dell'aeroporto Leonardo da Vinci a Roma e a Pisa,
in quello militare.t4
Era una delle prime missioni umanitarie, con la presenza di uomini armati
che dovevano garantire la cornice di sicurezza per l'intervento previsto, ancora
nel periodo delle indipendenze africane e delle "turbolenze" locali a causa di fat-
tori interni, soprattutto tribali. Infatti, i militari italiani dovevano mettere in salvo
alcune popolazioni, 1s evacuare profughi, trasportare viveri: in sintesi, una mis-
sione assolutamente di carattere umanitario, come previsto dallo Statuto delle
Nazioni Unite.
L'Aeronautica Militare italiana, dopo quasi due anni di presenza, compiendo
il mandato che le era stato affidato, ottenne riconoscimenti internazionali, che
fecero esprimere al Segretario Generale delle Nazioni Unite sentimenti di grati-
tudine al Governo italiano per quanto era stato portato a compimento. La poli-
tica estera post-bellica "atlantica", attuata dal Governo italiano, iniziava ad avere
positivi riscontri anche sul settore militare.
Comunque le Forze Armate italiane, fin dagli anni Cinquanta avevano parte-
cipato a varie missioni internazionali delle Nazioni Unite, integrate come "caschi
blu", in qualità anche di osservatori militari: ma questi primi "approcci" in
campo internazionale, sono stati spesso rimossi dalla memoria.
Non si ricorda, ad esempio, la missione UNTSO (United Nations Truce
Supervision Organization), che opera in Israele, in Egitto, Siria c Libano con con-
tatti anche con la Giordania, alla quale l'T talia partecipa dal 19 58. O sempre nel
campo degli "osservatori", la UNMOGIP (United Nations Military Observer Group
in India e Paki.rtan), alla quale l'Italia partecipa fin dal primo anno di attivazione,
il1949. 1 6 O ancora la MINURSO (UN Missionjòr the rrferendttm in Western Sahara),
che opera in Marocco ed è stata costituita nel 1991, a seguito di alcune propo-
ste di accordo che sono state accettate il 30 agosto 1988 dal Marocco e dal
Fronte POLISARIO (Frente Nacional para la liberacion de Saguia e!Hamray del Rio
de Oro).t7 Tra i compiti principali di questa missione, vi sono quelli di controlla-
re il rispetto della tregua tra le parti, verificare la riduzione delle truppe maroc-
chine presenti nel territorio, controllare il dislocamento delle truppe di Rabat e
di quelle del Polisario. Dal punto di vista civile, deve identificare c registrare gli
aventi diritto al voto (operazione non facile per varie ragioni in C)UCÌ territori, ove
ancora il nomadismo tribale è attivo), per organizzare e assicurare lo svolgimen-
to di un libero referendum sulla condizione finale dei territori. L'Italia partecipa
a questa missione fin dal suo inizio con 5 unità. Anche questa è una di quelle
missioni poco note e dimenticate dall'opinione pubblica e dai media.
Lo strumento militare italiano - terrestre, marittimo e aereo - iniziò a proiet-
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