Page 180 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Maria Gabriella Pasqualini


           zione delle operazioni sul teneno.36 Lo sviluppo della missione si era fatto molto
          violento da parte delle Forze internazionali. Roma si era dissociata e aveva dato
          istruzioni  precise  in  proposito  al  Comandante  del  contingente nazionale,  che
           non fu assolutamente sostituito, fino a quando la turnazione dei reparti portò al
           Comando un altro ufficiale generale.3 7  Nell'occasione, il Governo italiano, aven-
          do visto che non si riusciva a riportare la missione nel quadro d'impiego previ-
           sto dalle  "regole d'ingaggio"  approvate preventivamente,  ritirò  le  truppe dalla
           capitale Mogadiscio, per rischierarle in altra zona, a Balad.
             Per quanto riguardava poi una maggiore presenza di ufficiali italiani nei posti
           di comando, in quell'occasione era stata finalmente  aperta, in modo ufficiale e
           chiaro, una questione eli  non secondaria importanza: il numero dei partecipanti
          italiani alle missioni "fuori area" sotto "cappello" ONU o NATO era esponen-
           zialmente aumentato, con responsabilità operative sempre più delicate: a questa
           partecipazione qualificata dovevano corrispondere anche incrementate respon-
           sabilità di comando a livello decisionale, considerata appunto l'importanza del-
          l'apporto, i rischi relativi connessi acl  un impiego operativo sempre maggiore e
          la pesantezza del risvolto finanziario per il bilancio italiano.
             Infatti, successivamente ufficiali italiani, che pure nel passato avevano avuto
           degli  incarichi  interessanti,  hanno  iniziato  ad  avere  comandi internazionali  di
          vertice di un certo rilievo, come ad esempio tra il dicembre 1996 e il  dicembre
           1997  un  generale  dell'Esercito  ebbe  il  comando  della  Forza  Multinazionale
           UNIKOM (United Nations Iraqi-KuJJJait Observation Mission), oppure alternato con
           quello eli Vice Comandante, quello eli Comandante della MNB-SW (Multinational
           Brigade West-South), negli ultimi anni. È ora impossibile fare l'elenco esaustivo dei
          vari comandi che ufficiali italiani hanno avuto, specialmente negli ultimi 5 anni:
           basti  ricordare  gli  ultimissimi,  quelli  del  generale  M.  Del  Vecchio  (E.I.)  in
          Afghanistan,  a  capo  di  ISAF  (Intemational  Securt'!J'  Assistance  1-'orce),  in  quanto
           Comandante della FRR (Pò1za di Reazione Rapida, di stanza a Solbiate Olona) o quel-
          la  del  generale  Pistoiese  (Arma  dei  Carabinieri)  per il reparto  multina:donale  al
           varco di Rafah, uno degli ultimi incarichi conferiti di risonanza internazionale.
             La  European  Union  Border Assistance Mis.rion  in  Rafah  (EU BAM  RAFAH)  è
           stata creata per l'assistenza e il monitoraggio delle attività doganali e di sicurez-
           za per il valico che è situato fra la striscia eli Gaza e il Sinai, una missione, con la
           partecipazione di ben 15 membri dell'Unione Europea (UE) e la Romania, non
           ancora membro della UE, 38  a guida italiana, in riconoscimento della particolare
           professionalità italiana nel settore Polizie: l'apertura del valico è stata effettuata
           il25 novembre 2005.39 L'Unione Europea ha assunto un ruolo neutrale su invi-
           to delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e della Russia e l'Italia vi partecipa come
           nazione leader, almeno per il momento.


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