Page 183 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 183
Repubblica e Forze Armate
luzione fosse stata presa in base al capitolo VIII dello Statuto.
Nel quadro della UNPROFOR (United Nations Protection Forces) fu inse-
rita, al culmine della crisi della Bosnia-Erzegovina nel maggio 1995, una forza
multinazionale di pronto intervento, la FRR della quale fu Vice Comandante un
ufficiale dell'Esercito Italiano. Da non dimenticare, sempre nel quadro della pre-
senza nei Balcani, una missione della UEO (Unione Europea Occidentale), con-
ferita dalla International Conference on Former Yugoslavia (ICFY) nel novembre del
1994, con il mandato di amministrare la città di Mostar: fulcro dell'azione della
UEO fu l'istituzione di un contingente di Polizia europeo, con un doppio
obbiettivo: costituire e addestrare la Polizia croato-bosniaca-musulmana
(UPFM, Unijìed Police Force in MosfmJ e, contestualmente, avere finalità operative
per il mantenimento dell'ordine pubblico. L'Italia ha partecipato con professio-
nisti del settore (Arma dei Carabinieri): la diplomazia italiana seppe ben rappre-
sentare l'esigenza per il Governo di Roma, che ad un apporto notevole di pro-
fessionalità e di esperienze dovesse corrispondere una responsabilizzazione
maggiore nei quadri di vertice. E, in effetti, furono assegnati al Comandante del
contingente italiano l'incarico di Capo Sezione Pianificazione e ad altri due uffi-
ciali italiani, incarichi di stciff. Quando in seguito fu costituita la IPTF
(International Police Task Force), presso il Comando della FRR fu un ufficiale ita-
liano dell'Arma dei Carabinieri ad agire come ufficiale di collegamento del
Comando FRR con la IPTF e soprattutto con l'Ufficio del Rappresentante
Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, ufficialmente Capo
Missione dell'operazione per la parte riguardante le Nazioni Unite.
Nel quadro generale delle composite e numerose missioni nei Balcani l'Italia
iniziava ad avere una partecipazione a tutti i livelli con incarichi qualificati, di
comando di rilievo da comandi di stqff a compiti di collegamento, equamente
distribuiti tra le Forze Armate, anche perché in effetti si era posto in Italia il pro-
blema dell'estensione del mandato da sei mesi a un anno, per meglio qualificare
la presenza nazionale nei vari Comandi internazionali.
Infatti, nella distribuzione di tali incarichi ad alto livello, nel passato erano
sempre stati preferiti quei contingenti che assicuravano la presenza di loro uffi-
ciali o comunque dei responsabili del contingente, per un periodo superiore a sei
mesi, considerando che i primi tre mesi venivano impiegati solamente per un
approccio conoscitivo della struttura e del funzionamento della missione; i suc-
cessivi tre mesi non erano ritenuti sufficienti nell'economia degli oneri operati-
vi e finanziari che la missione stessa comportava; ragione per la quale non veni-
vano affidati incarichi di rilievo a quegli Stati partecipanti che non avessero
garantito un'adeguata permanenza in Bosnia.
Le direttive ONU per le missioni di pace prevedevano una permanenza mini-
183 ------

