Page 181 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Armate
Dopo la Somalia, è indubbio che anche la fattiva presenza italiana nei Balcani
ha rafforzato l'immagine positiva che già si aveva a livello internazionale nel set-
tore militare, portando ad una ulteriore maturità l'assegnazione di comandi
internazionali all'Italia.
Effettivamente, come sostenuto da parecchi autori, il 1989 ha segnato un
momento importante nella storia mondiale: da quell'anno, l'unica certezza è il
mutamento, anche per quello che riguarda i compiti istitutivi dell'Alleanza
Atlantica, per non calcolare gli effetti e le ricadute di quelli che vengono chia-
mati "dividendi della pace".4° La fine del Muro di Berlino ha significato, come si
è visto in seguito, la revisione di cinquantennali strategie di guerra, più o meno
"fredda", e la constatazione che, dopo una rapidissima illusione di pace ritrova-
ta, la violenza è scoppiata nei Balcani e nel Levante, con le possibili ripercussio-
ni su tutti i paesi rivieraschi, Italia compresa.
Le organizzazioni internazionali si trovarono ad essere sempre più le garanti
di una stabilità e sicurezza a livello globale e soprattutto le Nazioni Unite e il suo
Consiglio di Sicurezza, dopo il lungo periodo nel quale sono state invece garan-
ti delle indipendenze dei paesi emergenti; dalla fine degli anni Ottanta, debbono
fare i conti dunque con il sostegno alla "pace", che si può concretare nel man-
tenimento di una sicurezza e di un equilibrio internazionale - senza i quali la
comunità non può godere dello sviluppo conseguito -, con gli interventi umani-
tari e con la ricostruzione civile e burocratica e molto spesso, istituzionale di
numerosi territori in settori strategici particolarmente delicati. In questo quadro
l'Italia ha fortemente sviluppato la sua presenza militare nelle operazioni cosid-
dette di "supporto alla pace", o di "risposta alle crisi internazionali" (Ctùes
Reponse Operations, CRO), come conseguenza delle richieste internazionali e della
sua politica estera," 1 e dell'interesse nazionale, ormai decisamente messo in peri-
colo sulle coste dell'Adriatico e del Mediterraneo.
La dissoluzione della ex-Jugoslavia ha caratterizzato le vicende di circa un
decennio nei Balcani, ove peraltro ancora stazionano forze internazionali, anche
se con mandati e impieghi diversi rispetto alle presenze dei primi periodi. Si
dovevano trovare nuove strategie per un vecchio problema mai risolto: "la que-
stione d'Oriente". Non credo, però, che solo una presenza militare sia la solu-
zione corretta, anche se al momento è l'unica via percorribile, se un sano siste-
ma economico eli investimenti non viene messo in atto: e forse questa è la solu-
zione più difficile, considerata l'economia non stabile di quei paesi. La "questio-
ne d'Oriente" rimane ancora aperta in alcuni suoi aspetti.
Ed è proprio nel corso della crisi dei Balcani che si afferma sempre più la
professionalità delle Forze Armate italiane, che dimostrano tra l'altro, proprio in
questi territori, capacità propositiva, ordinativa c logistica.
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