Page 178 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Maria Gabriella Pasqualini

          CON furono apprezzate a livello internazionale, tanto che nel 1986 il Segretario
          Generale delle Nazioni Unite chiese proprio al Governo italiano la possibilità di
          fornire  all'UNIFIL,  che  continuava  la  sua  presenza  in  Libano,  del  personale
          aggiuntivo, in particolare un ristretto numero di elementi (quattro) per far parte
          di un Reparto di Polizia Militare multinazionale. E  ciò con riferimento esplicito
          a quella che in quei tempi era la prima Arma dell'Esercito, che aveva ed ha anche
          oggi istituzionalmente, tra i suoi compiti, quello di Polizia Militare: la richiesta è
          stata una delle prime che ha mostrato in modo concreto l'apprezzamento a livel-
          lo  internazionale  della  professionalità  mostrata  da  un  contingente  italiano
          all'estero.
             È interessante ricordare anche una missione in Namibia (1989-1990), alquan-
          to  dimenticata,  nel  quadro  della  UNTAG:3o  vi  parteciparono  un  Gruppo
          Squadroni  Elicotteri  ALE  con  87  unità  e  otto  elementi  del  1°  Battaglione
          Carabinieri Paracadutisti "Tuscania", i quali,  dettaglio interessante,  furono  alle
          dirette dipendenze d'impiego  del  Comandante della  Forza Multinazionale.  Lo
          Squadrone assolse in particolare, fra gli altri, compiti di logistica e di sgombero
          sanitario,  nonché  di  collegamento  fra  il  Comando  dell'UNTAG  e  i  Comandi
          dipendenti. Il contatto diretto tra il Comando multinazionale e i militari italiani
          rafforzò  a livello  catena di  comando  e  controllo la  reciproca conoscenza e  la
          progressiva stima nei confronti della professionalità italiana.
             Poiché non è né semplice né produttivo, agli effetti del presente studio, fare
          l'elenco esaustivo di tutte le missioni fuori area alle quali hanno partecipato con-
          tingenti italiani, al 90% interforze, se ne analizzeranno alcune, per le quali è stato
          possibile  poter prendere visione  di  documenti originali e  quindi  parlarne  con
          maggiore conoscenza.
             Perché non citare una delle missioni più difficili alle quali i nostri contingen-
           ti hanno partecipato, cioè la &store Hope in Somalia? È opportuno ricordare che,
          ancora prima di questa missione, reparti speciali dell'Esercito Italiano partecipa-
          rono all'operazione speciale di evacuazione di civili italiani e stranieri denomina-
          to Ippocampo So malia.
             Una missione, la &store Hope,  che non ha visto certamente il successo delle
          Nazioni Unite in quella terra: ancora oggi là vi sono troppi fermenti in un qua-
         l dro istituzionale non chiaro,  se  non completamente  inesistente,  salvo  che  per
           una costruzione statuale-religiosa in mano al  potere di integralisti islamici,  che
           comunque  recentemente  ha  permesso,  dopo  qualche  anno,  la  riapertura  del
           porto di Muqdishu e dell'aeroporto della città.31
             Nel maggio del 1993 il contingente multinazionale inviato diveniva una mis-
           sione  ONU e veniva posto sotto il  Comando di  UNOSOM 1 (United Nations
           Operation in Somalia). L'Italia ebbe la sua AOR (Area qf &sponsibili!Y), ma ciò che





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