Page 176 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Maria Gabriella Pasqttalini


           tare in campo internazionale, già quasi subito la fine  del secondo conflitto, una
           professionalità sempre più articolata, che si è imposta fino ad arrivare alla con-
           siderazione  attuale  della  (1uale  godono  anche  da  parte  di  Forze Armate  forse
           meglio  equipaggiate  e  già  professionalizzate  da  tempo,  divenendo  a  mano  a
           mano strumento utile e duttile di politica estera: a volte però la politica dovreb-
           be forse meglio ascoltare le esigenze dello strumento che usa, prima di  prende-
           re decisioni operative a livello internazionale.
             Le  missioni  fuori  area  non  sono  solamente quelle  a sostegno  del  manteni-
           mento della stabilità e sicurezza internazionale, intervenendo in situazioni (liffi-
           cili, ma sono anche (1uelle di cooperazione tecnica bi-multilaterale, che propon-
           gono e mettono a disposizione di  forze armate di altri stati un know how pro-
           fessionale  acquisito dai  nostri  militari  non solo nell'ultimo cinquantennio post
           bellico, ma che affonda le radici anche nelle secolari tradizioni delle Armi italia-
           ne, che discendono dall'Esercito sardo e da quello dei Borboni.
             Nel settore della cooperazione tecnica, appunto, tra i vari accordi stipulati, ad
           esempio, perché non ricordare quello che riguarda Malta, avviato nel 1973, che
           vide la costituzione di una Commissione italiana di Cooperazione tecnico-mili-
           tare, rivisto e potenziato nel 1981? Nel 1988 un nuovo accordo portò alla costi-
           tuzione  eli  una Missione italiana eli  Assistenza Tecnico  Militare,  un  organismo
           interforze all'estero,  con al  comando  un  ufficiale  dell'Esercito  con il  grado di
           Colonnello in  servizio  di  Stato Maggiore.'s Ma questo  è  solo un esempio nel-
           l'ampio quadro di  cooperazione tecnica  fornita  a forze  armate straniere, in  un
           quadro multi o bilaterale.'9
             Non viene  spesso  ricordata,  tra le  presenze di  militari italiani a  missioni  di
          vario genere fuori area, la presenza, ad esempio, della Marina Militare italiana per
          la partecipazione alla Multinational Force & Observers (MFO), attiva dal 1982.20
          La MMI partecipa, fin  dall'inizio della missione, con il X Gruppo Navale, deno-
           minato Coastal Patrol Unit (CPU), che pattuglia le  zone contigue dello stretto eli
          Tiran, garantendo libertà di  navigazione  nel  Golfo lungo la  fascia  costiera, in
           attuazione  del  trattato  di  pace  fra  Egitto  e  Israele,  che  era  stato  firmato  a
          Washington il  26 marzo 1979: la missione della MFO è quella di osservare,  verifi-
      l    care,  riportare  le  eventuali  infrazioni all'art.  5 del Trattato di  Camp David.  Il  X
      ""·
      ·E   Gruppo  Navale  ha  ricevuto  dal  Governo  egiziano  attestazioni  eli  particolare
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      CFJ   apprezzamento  per la  professionalità dimostrata non solo nel corso della  mis-
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           sione,  ma anche  per una emergenza particolare:  la  ricerca e  il  soccorso ad  un
      l  aereo precipitato il  3 gennaio 2004 vicino Sharm el  Sheikh, intervento profes-
      "    sionale a scopo umanitario.
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      :~     La prima vera svolta in campo internazionale della politica estera italiana per
      E
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      u    quanto  riguarda  le  missioni  all'estero,  come  rilevato  anche  dall'On.  Lelio


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