Page 182 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Maria Gabriella Pasqualini

              Per i Balcani, si sono mobilitate non sono le Nazioni Unite e un'organizza-
           zione  politica  regionale  quale  l'UEO  (Unione  Europea  Occidentale),  che  ha
           dimostrato, in tempi recenti, la sua disponibilità alle operazioni di "mantenimen-
           to della pace". L'UEO ha ceduto la gran parte delle proprie competenze tra cui
           quelle materie di sicurezza e difesa all'UE (Unione Europea).
              La crisi dirompente nei Balcani iniziò nel Kosovo nel 1981, con vera e pro-
           pria un'insurrezione degli albanesi kosovari contro la Serbia, che era parte della
           Repubblica socialista federale  di Jugoslavia,  con una conseguente dura repres-
           sione. Le situazione peggiorò nel 1990 e la disgregazione della Jugoslavia iniziò
           proprio  con l'indipendenza della Slovenia  e  della  Croazia.  Nel  1992  anche  la
           popolazione  della  Bosnia-Erzegovina  decise  per  l'indipendenza  dalla  Fe-
           derazione jugoslava.
              Le Nazioni Unite operarono una serie di interventi, che non sempre hanno
           avuto risultati soddisfacenti e vi sono state progressive sconfitte della massima
           organizzazione internazionale.  Nel 1995 le  Nazioni Unite delegarono l'opera-
           zione di stabilizzazione del territorio con strumenti militari, alla NATO, che ha
           invece ottenuto alcuni risultati positivi sul terreno. Dal 1995 in poi l'area balca-
           nica è stata contrassegnata, infatti, dalla presenza in crescendo di truppe NATO
           nei vari luoghi del conflitto, dalla Bosnia-Erzegovina, alla Macedonia, al Kosovo,
           all'Albania e tutti gli interventi umanitari e militari sono stati sempre più legati
           tra di loro, interdipendenti per gli elementi comuni di ordine politico strategico,
           economico e sociale.
              Tra le varie operazioni della NATO in quel territorio, ricordiamo l'operazio-
           ne Detry Flight,  alla quale partecipò anche l'Italia con l'Aeronautica Militare, sor-
           volando lo spazio aereo della Serbia per impedire tutti i voli militari non auto-
           rizzati sulla Bosnia.
              L'accordo di pace sulla Bosnia-Erzegovina, firmato a Dayton il21 novembre
           1995 e ratificato solennemente a Parigi il15 dicembre dello stesso anno, voleva
           arrivare alla  fine  di almeno uno dei conflitti in zona: quegli accordi dividevano
           il  territorio  della  Bosnia-Erzegovina  tra  Federazione  Croato-Musulmana  e
           Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina. Le  due entità erano state riunite nello
           Stato  unitario  di  Bosnia-Erzegovina  e  Sarajevo  ne  diveniva  la  capitale.
           Contemporaneamente alla  ratifica  parigina degli  accordi,  il  15  dicembre  1995
           con  la  risoluzione  numero  1.031  e  il  21  dicembre  con  la  numero  1.035
           l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in base al capitolo VII dello Statuto,
           autorizzava gli Stati membri, in collaborazione nuovamente con la NATO, a sta-
           bilire una Forza Multinazionale per l'attuazione degli accordi di Dayton, sotto
           comando e controllo unificato della stessa Alleanza Atlantica e quindi non sotto
           il diretto comando del Consiglio di Sicurezza come sarebbe avvenuto, se la riso-





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