Page 186 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 186

Malia Gabtiella Pasqualini


           Anche la Marina Militare ha partecipato, con un nucleo elicotteristico, dall'inizio
           dell'operazione fino  al marzo 2002 e con il Reggimento San Marco.
              L'Italia  partecipa  anche  alla  missione  ONU  UNMIK  (United  Nations
           Administration Mission  in  Kosovo)  fin  dall'inizio  della  sua attività,  cioè dal giugno
           1999, con un ufficiale con compiti di osservatore, dimostrando le potenzialità a
           largo  spettro  di  partecipazione  italiana  a  questa  nuova  forma  di  particolare
           "diplomazia" per il ristabilimento dell'ordine pubblico e della sicurezza.
              È da ricordare che fin dall'inizio della KFOR l'Italia ha avuto incarichi di vertice,
           quali quello di Vice Comandante, per poi successivamente averne il comando.
              Nell'operazione interforze Antica Babilonia in Iraq47 il contingente italiano ha
           operato  con  una  componente  Esercito  a  livello  di  Brigata,  che  ha  schierato
           anche una componente elicotteristica (sull'aeroporto di Tallil) e una cinofila per
           individuare esplosivi. L'Aeronautica Militare ha operato con il 6° ROA (Reparto
           Operativo Autonomo) a Tallil.  La Marina l'vlilitare è stata presente con una ali-
           quota di  forze  speciali del Gruppo Operativo di  COMSUBIN, con un contin-
           gente del  Reggimento  San Marco e in precedenza aveva impiegato un gruppo
           navale  e  la  nave  anfibia  San  Giusto:  tra  i  numerosi  interventi  effettuati  dalla
           componente navale (bonifica dagli ordigni subacquei per il porto di Umm Casr;
           attività  di  pattugliamento  e  controllo  dell'attività  mercantile ... )  è  da ricordare
           anche  l'operato  di  un  team  specialistico  dell'Istituto  Idrografico  della  Marina
           Militare, che ha prodotto più di 2.500 carte nautiche e topografiche, a dimostra-
           zione  dell'ampia  duttilità  della  professionalità  delle  componenti  italiane  nelle
           missioni internazionali di questo tipo, ormai riconosciute anche fuori confine.
              Il  contingente italiano,  come  noto,  ha  avuto  la  responsabilità  dell'area  della
           regione di Dhi Khar, una regione meridionale dell'Iraq, quasi completamente scii-
           ta, con forte influenza iraniana: è da ricordare che in quelle zone le frontiere sono
           estremamente "permeabili", rendendo il territorio assai difficile da controllare e
           dove si richiede anche una certa "diplomazia" di contatti, nel quadro militare.
              Il Comandante italiano è stato anche sempre il Vice Comandante nell'ambi-
           to  territoriale  della  Divisione  a  comando  della  Gran  Bretagna  (Divisione
           Multinazionale Sud-Est - MND-SE), con sede a Basta: ulteriore conferma del-
           l'affermazione  della  professionalità  italiana  nel  settore,  che  comporta  anche
           un'affermazione di carattere diplomatico-politico a livello internazionale.4s
              Per  quanto  riguarda  i  Carabinieri  - oltre  alla  loro  normale  presenza  come
           Polizia Militare - fu  costituita fin  dagli inizi della missione una MSU, della quale
           l'Italia, come previsto nel protocollo costitutivo, ha mantenuto il comando.
              Questa Unità,49 tra gli altri gravosi e rischiosi compiti che ha portato a termi-
            ne,so  ha  anche  collaborato  nell'Accademia  di  Zubayr,  organizzata  dalla  GB,
           all'addestramento della Polizia locale, oltre che della Polizia stradale, continuan-




                              ----     186
   181   182   183   184   185   186   187   188   189   190   191