Page 185 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Fori.e Armate


         te indicata per tale compito, partecipò alla costruzione concettuale, ordinativa e
         all'organizzazione  operativa  di  una  speciale  forza  di  polizia  internazionale  di
         assoluta nuova concezione.""
            Anche altre nazioni avrebbero contribuito al  contingente, ma la nazione lea-
         der  sarebbe  rimasta  l'Italia,  che  avrebbe  assunto  il  comando  della  Forza.  Per
         l'Italia dunque un ruolo di protagonista di grande prestigio, esercitato dall'Arma,
         quello di leading nation, di questa unità di nuova concezione e formazione, con la
         sicurezza della conoscenza e dell'esperienza. Questa nuova forza contribuì a for-
         nire  a  SFOR,  nelle  parole  del  Comandante  Supremo  delle  Forze  Alleate  in
         Europa, «una capacità militare specificatamente indirizzata nel campo della sicu-
         rezza pubblica (  ... ) attraverso una presenza militare, fornirà il proprio contribu-
         to alla sicurezza pubblica( ... )».
            Ai  Carabinieri  fu  anche chiesto successivamente di  provvedere all'addestra-
         mento  individuale  e  di  reparto  delle  unità  straniere,  appartenenti  o  non  alla
         NATO. Oltre a questo l'Italia prendeva parte ai  lavori della cellula di  pianifica-
         zione  multinazionale  istituita  a  Bruxelles,  in  ambito  NATO,  presso  SHAPE
         (Supreme Headqttartm qf the Allied PoJJJm in Europe).
            Per la prima volta, dun<-]Ue,  <-]Uesta Forza di nuova concezione fu  utilizzata in
         Bosnia  Erzegovina.  Gli  inizi  non  furono  molto  facili,  in  quanto  si  trattava  di
         impiegare forze di polizia d'ordinamento militare, specializzate nell'ambito della
         sicurezza pubblica, inserite in un'organizzazione militare, ma in grado di opera-
         re come unità di polizia civili.
            Nel dicembre 2004 per la  B-H nell'ambito EUROFOR (che ha sostituito in
         pari data la SFOR45)  è stata costituita la IPU (lntegrated Polia:  Unit),  sempre con il
         compito di garantire una cornice di  sicurezza necessaria per l'applicazione degli
         Accordi di Dayton. La IPU46 si pone in linea di continuità con la MSU e rappre-
         senta il debutto delle missioni europee nel settore di  polizia. Infatti, il reggimen-
         to MSU-SFOR ha conseguentemente mutato la denominazione in IPU-EUFOR.
         A capo della missione di  polizia dell'Unione Europea in B-H.  (UEP.M), vi  è un
         generale  dei  Carabinieri,  che  era  già  stato  Capo  delle  Unità  di  Polizia  del
         Sottosegretariato Generale del Consiglio UE a Bruxelles, inserendo, come ormai
         accade, l'Italia negli incarichi di pianificazione ed attuazione ad  alto livello.
            Anche  per  il  Kosovo  nel  1999,  al  culmine  della  crisi  kosovaro-albanese,
         l'Italia si dichiarò disponibile per questa ennesima crisi e partecipò alla missione
         che iniziò alla mezzanotte del 12 giugno di quell'anno, con l'ingresso del contin-
         gente  italiano  nella  regione;  un  contingente  interforze  con  una  componente
         dell'Esercito  Italiano  e  Carabinieri  con  funzione  di  Polizia Militare; dell'Aero-
         nautica .Nlilitare all'aemporto di  Dakovica e con circa 300 Carabinieri che costi-
         tuirono  la  forza  principale  della  MSU,  specialmente  istituita  per  il  Kosovo.





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