Page 192 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Maria Gabriella Pasqualini
27 La situazione libanese in quel periodo era complicata anche da fattori politici interni. Dopo
l'uccisione di Beshir Gemayel, presidente della Repubblica libanese, in un attentato, la Falange
libanese, della quale era stato a capo appunto il Gemayel, alleata in quel momento di Israele, con
l'appoggio del Governo di Gerusalemme, per vendicare la strage della cittadina cristiana di
Damour, avvenuta nel lontano 1976, entrò nei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila il
16-18 settembre 1982, compiendo un massacro. Nessuna autorità riuscì a impedire questa azio-
ne, dimostrando ancora una volta la debolezza del Governo libanese, il fallimento dell'azione di
media:1.ione degli Stati Uniti e gli errori della leadership politica governativa israeliana. Cfr.
Germana Tappero Merlo, cit. pp. 254-275.
28 Il Battaglione Folgore fu formato praticamente prendendo tutto il Battaglione Carabinieri
Paracadutisti 'Tuscania' e rafforzandolo con una Compagnia paracadutisti Incursori del 9° Col
Moschin; poi con i cambi, si trasformò fino a esser formato tutto da paracadutisti, per poi tor-
nare ancora una volta a maggioranza "Tuscania".
29 La missione ebbe un solo Caduto e 75 feriti, mentre gli USA ebbero 275 morti e i francesi 87.
30 Unitcd Nations Transitiotl Assistance Group.
31 Notizie fornite dalla stampa italiana e straniera.
32 Durante l'Amnùnistrazione Fiduciaria italiana in Somalia, il Corpo di Sicurezza (formato dalle
Forze Armate italiane) provvide anche a questo particolare addestramento, al quale si dedicaro-
no in particolare i Carabinieri.
33 United Nations Civil Police.
34 In Italia è conosciuta come Missione Ibi.r. facevano parte del contingente italiano più di 3500 uomi-
ni, interforze, uno dei gruppi tattici nazionali più numeroso, inclusa l'Aeronautica Militare che con
un Reparto Autonomo (AIRSOM) è stata presente dal dicembre 1992 fino al marzo 1994. UNO-
SOM II è in sintesi, la seconda parte della UN OSO M I con dimensioni e mandato allargato.
35 Department for Peace-Keeping Operations.
36 All'epoca dei fatti comandava ITALFOR il generale dell'Esercito Bruno Loi. Si veda il volu-
me dello stesso Loi, Peace-keeping, pace o gtferra? Prefazione eli Sergio Romano. Firen7.e, 2004.
37 Il generale Carmine Fiore, Comandante della "Legnano".
38 Sarà membro UE clal2007.
39 Il 3 luglio 2006, in seguito alle vicende libanesi, il valico è rimasto chiuso e viene aperto solo
per motivi umanitari.
40 Cfr. anche L. Prizzi, cit., p. 83 e ss. Si veda anche Giancarlo Streppi, Il Peace Dividend. Aspetti
teotici ed applicazioni al caso italiano, Roma, Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS), 2000.
41 Tra le ricerche avviate e pubblicate dal CeMiSS, a proposito delle missioni fuori area, v. Andrea
de Guttry, Le missioni delle Fotze Ar111ate italiane jlfori area. Pro/ili giuridici della partecipazione naziona-
le alle "pcace supp01t operations", Milano, 1997; Lo status delle F01ze Armate italiane i111pegnate in opera-
zioni" fuori area" condotte sotto l'egida di organizzazioni intemazionali, ricerca diretta da Natalino
Ronzitti, "Informazioni della Difesa", novembre 1966.
42 In Bosnia si è articolata su un Comando e uno Stato Maggiore, un "Modulo Operativo"
multinazionale per il controllo del territorio e la gestione dell'ordine e della sicurezza pubbli-
ca, e un "Modulo di Manovra", italiano, a livello di compagnia, per dare quella cornice di sicu-
rezza necessaria e informativa alle opera:doni; un Reparto di supporto logistico e un altro
Reparto a livello eli Battaglione costituito da forze fornite dai paesi partecipanti alla missione.
Viene poi integrato con altro personale a seconda delle specifiche particolarità richieste dal-
l'area di competenza.
43 In realtà la SFOR fu sostituta dalla FOI~: che però mantenne il nome di SFOR.
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