Page 195 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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LE FORZE DI POLIZIA MILITARI
                                NEL DOPOGUERRA



                                    Pier Paolo Meccatiel/o




         Premessa

                  'interdipendem:a tra le  tematiche di difesa esterna e quelle di sicurez-
           L za interna, negli anni della gestazione dello stato repubblicano, è tanto
                  evidente da non richiedere diffuse rievocazioni. Basterà tener presen-
         te che, al di là del fatto formale dello status militare di tutte le  forze che ad esso
         dovevano provvedere, il problema del mantenimento dell'ordine all'interno del
         Paese  si  presentò  come pre-condizione per la  difesa  del  territorio,  tanto  nelle
        valutazioni del vertice politico e militare nazionale quanto in quelle degli Alleati
         ai quali, fino al termine del regime armistiziale, spettavano le ultime decisioni.
           Una  pre-conclizione  che  finì  per determinare  la  forma  delle  forze  armate
         "propriamente dette"  (dell'Esercito in  primo luogo,  naturalmente)  e quella del
         sistema difensivo  italiano,  almeno  fino  a  quando  l'evoluzione  della situazione
        internazionale e del clima politico interno non suggerì soluzioni diverse.
           La ricostruzione delle forze di polizia nel dopoguerra è quindi certamente un
         tema di storia militare ed un obiettivo di ricerca, al quale fino acl oggi è stata pre-
         stata un'attenzione minore di quella che avrebbe meritato.



        Le forze di polizia dal primo dopoguerra all'8 settembre 1943


           Il  modello  tradizionale  di  gestione  dell'ordine  pubblico  adottato  in  Italia
        dopo l'Unità, entrò in crisi con la fine del primo conflitto mondiale. Si trattava,
        come si sa, di un modello imperniato su due componenti principali, una strut-
        tura capillare  per il controllo del territorio  (l'Arma dei  Carabinieri Reali,  cui si
        affiancavano  nei  centri  urbani  nuclei  di  "guardie  di  città"  dipendenti  dalle
        Questure), ed una riserva mobile, le  unità dell'Esercito (ecce:donalmente anche
        della Marina da guerra), in teoria impiegabili in occasione di emergenze di par-
        ticolare gravità, nella realtà utilizzate con larghezza anche per la repressione di




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