Page 200 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Pier Paolo i\1eccariello


           di  truppa  scelta del  fascismo,  di  baldo  e  sicuro  presidio  della  rivoluzione,  per
           diventare un amorfo organismo eli  burocrazia poliziesca».2
              Una involuzione simile  si  verificò  per l'inquadramento nell'apparato  militare,
           che si risolse progressivamente nell'accettazione eli un ruolo ausiliario nei confron-
           ti dell'esercito.  Nella MVSN ebbero così  sede l'istruzione pre e post- militare, la
           diffusione della cultura militare nelle scuole c nelle università (nelle quali ultime si
           manifestò  presto la  competizione  tra  la  Milizia  Universitaria  e la  formazione  di
           partito dei  "Gruppi Universitari Fascisti"- G.U.F.),  ed alcune attività specialisti-
           che, come la difesa contraerea (DICAT) e l'artiglieria costiera (MILMAR1).
              La struttura territoriale della Milizia era comunque chiamata ad esprimere un
           certo numero di unità combattenti, i battaglioni "Camicie Nere", che partecipa-
           rono alla  campagna italo-etiopica e alla  guerra civile  spagnola,  ordinati in  rag-
           gruppamenti e divisioni,  ai  quali  peraltro il  R.  Esercito  fornì i comandanti, gli
           stati maggiori, l'artiglieria, il genio e i scrvi;-i
              «l compiti d'istituto della Milizia, quali furono sanciti all'atto della sua fonda-
           zione, sono oggi in gran parte superati; la sua attività, in origine prevalentemen-
           te  politica  e para-militare,  sta  evolvendo verso caratteristiche accentuatamente
           militari ed operative». Così esordiva il primo di due studi elaborati dal Gabinetto
           del  Ministro  della  Guerra,  rispettivamente  nell'aprile  e  nell'ottobre  1939,
           entrambi dal titolo significativo: "Il problema della MVSN", 3  con i quali, preso
           atto del punto in cui stavano le cose, si proponeva senz'altro l'inserimento della
           JYiilizia  nel  R.  Esercito, con funzioni  in netta prevalenza orientate verso l'orga-
           nizzazione territoriale.
              In sostanza, alla vigilia dell'ingresso nel secondo conflitto mondiale, il mini-
           stero della Guerra, che è difficile supporre non allineato al  proprio titolare, che
           era lo  stesso :rviussolini, riteneva conclusa l'esperienza della JYIVSN  come forza
           armata autonoma politicamente connotata e ne proponeva l'assorbimento nella
           principale forza armata "regia".
              Interesse sicuramente minore ha presentato, per gli studiosi, il  terzo aspetto
           della fisionomia della "Guardia armata della Rivolu7.ione", quello di polizia poli-
           tica, che nelle previsioni iniziali avrebbe dovuto essere preponderante.
              Come si è detto, la MVSN disponeva sia di  un'organizzazione per il  control-
           lo del territorio, che di organi destinati all'attività di  indagine  (gli  "uffici politici
           investigativi" esistenti presso ogni comando di legione).
              Gli studi condotti negli ultimi anni sembrano tuttavia concordi nel non rico-
           noscere  alla  J\!Wizia  un ruolo  prevalente nell'esercizio  della  funzione  di  polizia
       Q.)
       c   politica, ruolo che continuò ad essere assolto dalle istituzioni tradizionali.
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       §      Efficien7.a maggiore, rispetto a quella dell'organismo da cui traevano origine,
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       o   fu  probabilmente  manifestata  dalle  milizie  speciali,  istituite  negli  anni  della
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