Page 203 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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fisionomia istituzionale, ma di gran lunga il più oneroso in termini di perdite c
di assorbimento di forze.
La controguerriglia nei territori annessi della provincia di Fiume, nella pro-
vincia autonoma di Lubiana e nel governatorato della Dalmazia fornì anche
occasione per la comparsa, accanto ai reparti della MVSN ordinaria, di battaglio-
ni di squadristi organizzati dal partito fascista e posti alle dirette dipendenze dei
prefetti, tutti di estrazione politica. Ufficiali prevalentemente della MVSN inqua-
drarono anche le formazioni semi-regolari della "Milizia Volontaria
Anticomunista" (l'viVi\C), costituite da volontari di nazionalità slava ed operan-
ti alle dipendenze dei comandi del R. Esercito.
L'esperienza balcanica indusse anche un processo di progressiva, anche se
circoscritta, militarizzazione della forza civile di polizia, il Corpo degli Agenti di
P.S. Oltre ai reparti, agenti delle questure di Fiume, Zara, Spalato e Cattaro e
della divisione speciale di Lubiana furono costituiti un "battaglione motociclisti
di polizia", che operò in Jviontenegro e in Albania tra l'aprile '41 e il febbraio
'42, c un "battaglione speciale Fiume", dislocato in Croazia nell'estate '43.
I componenti di CJuesti reparti ebbero lo stato giuridico di personale civile
militarizzato e, a partire dal 1942, passarono alle dipendenze dei comandi
dell'Esercito e furono impiegati in funzioni analoghe a quelle dei carabinieri c
dei finanzieri.
Funzioni chiaramente investigative ebbero invece gli "uffici politici" delle
questure della Venezia Giulia, di Lubiana e della Dalmazia, e soprattutto
l'Ispettorato speciale di P.S. istituito a Trieste, successivamente trasformato in
organo interforze (comprendente anche militari dci CC.RR. della R.G.P. e della
:NIVSN, articolati in 24 nuclei mobili), nel tentativo di gestire la repressione della
guerriglia - ormai manifestatasi anche a occidente del vecchio confine pre-bcl-
lico - nell'ambito dell'amministrazione della Pubblica Sicurezza, per evitare di
ammetterne l'ormai evidente carattere militare.
Fino alla primavera del 1943, quando l'andamento sfavorevole delle opera-
zioni in Africa e in Russia cominciò a fare avvertire i segni della crisi politico-
militare destinata a esplodere nell'estate, le forze di polizia erano impegnate in
misura minore nell'assolvimento di quello che era il loro compito istituzionale
fondamentale, il mantenimento dell'ordine nel Paese.
Alle sporadiche manifestazioni di protesta - provocate dall'aumento dei
prezzi, dalla irregolarità nella distribuzione dei generi alimentari o dai disagi con-
nessi agli effetti dell'offensiva aerea anglo-americana- si tendeva a riconoscere
carattere fisiologico, comunque non eccessivatnentc preoccupante.
Atteggiamento analogo fu assunto anche eli fronte agli scioperi verificatisi nel
triangolo industriale il 13 e 14 marzo, per i quali si preferì chiamare in causa l'im-
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