Page 207 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e F01ze Armate
blica sicurezza, demanio - coordinate in ciascun capoluogo di provincia da un
S enior Civil Affairs 0./ftcet; da cui dipendeva, tra gli altri, un Ci vi/ AJ!airs P o/ice Officet:
L'atteggiamento americano era radicale: l'amministrazione italiana, inquinata dal
fascismo, andava ricostruita dalle fondamenta, facendo assegnamento sui pochi cit-
tadini non sospettabili di collaborazione con il regime (sulla qualità dei quali, come
è noto, gli ufficiali statunitensi non mancarono di prendere vistosi abbagli).
Purtroppo, l'esercito americano disponeva di un certo numero di ufficiali di
origine italiana, di livello gerarchico e culturale medio-basso, ai <-ruali, natural-
mente salvo eccezioni, finirono talvolta per essere attribuite funzioni non ade-
guate alle loro capacità.
Ben diverso il retroterra della componente britannica, erede di una secolare tra-
dizione di amministrazione in casa d'altri con il collaudato sistema dell'indirect rule. 9
Il primo capo dell' A.M.G.O.T., Lord Francis Rennel Rode\, era un buon
conoscitore dell'Italia (era figlio di Sir James, ambasciatore a Roma dal 1908 al
1919), veniva da Addis Abeba, dove era stato consigliere del Negus, e aveva
quindi conoscenza diretta delle forze di polizia italiane, che l'amministrazione
militare britannica aveva mantenuto in servizio dopo l'occupazione in Eritrea, in
Somalia e, più tardi, anche in Libia.
I primi carabinieri e finanzieri catturati in Sicilia erano stati trasferiti nei
campi di concentramento in Africa, ma dopo pochi giorni, grazie ad un inter-
vento di Rodd presso i comandanti delle armate, i militari delle forze di polizia
furono mantenuti nelle loro funzioni, armati e in uniforme.
Fin dall'inizio dell'occupazione quindi, probabilmente per effetto delle esperien-
ze fatte in Africa, gli alleati fecero assegnamento soprattutto sull'Arma per eserci-
tare un certo controllo dell'ordine pubblico, compatibilmente con le circostanze.
Ciò già prima dell'armistizio, se il 21 agosto, reduce da una visita al maresciallo
Alexander nel suo quartier generale presso Siracusa, Harold Mac Millan poteva
annotare nel suo diario: «l carabinieri regolano tutto il traffico e compiono gli altri
normali compiti della polizia. Insomma, le cose cominciano a funzionare, ma - si
intende -le difficoltà restano immense».", A settembre l'Arma ebbe addirittura un
elogio alla Camera dei Comuni da parte del ministro degli Esteri Eden.
Per la Finance Gttanl- organismo che, non avendo corrispondenti negli ordi-
namenti anglosassoni, era meno noto- la valutazione fu pure sostanzialmente ·E
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positiva, anche se circoscritta all'ambito della lotta al mercato nero, peraltro pro- Vl
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blema di prima grande7.7.a, che da allora divenne il campo d'azione specifico del
Corpo. In ogni modo, per entrambe le forze di polizia ad ordinamento militare ~
l'amministrazione alleata scelse di lasciare intatte le lince di comando e le strut- "
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ture operative territoriali, pur ponendo le articolazioni periferiche alle dipenden- -~
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ze funzionali dei Ci vi/ Affairs P o/ice Offù-er provinciali. 8
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