Page 211 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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RepHbblica e F01ze Ar111ate
tcmbrc, con un "Ordine del Puchrcr", diramato dopo una riunione del vertice
nazista nel quarticr generale di Rastenburg.
Il territorio era diviso in due aree, la "zona delle retrovie", soggetta ai coman-
di di armata, a loro volta subordinati al "Comandante Superiore Sud",
Kessclring, e il "rimanente territorio italiano", affidato all'amministrazione mili-
tare ( '~\1ilitaervenwltmzf!," - 1\1V) del generale Rudolf Toussaint, articolata in
comandi territoriali e branche funzionali:
Furono anche istituite due "zone operative speciali", il Voralpen!and (provin-
ce di Bolzano, Trento c Belluno) c l'Arliiati.rc/Je.r K11e.rtenlcmd (province di Udine,
Trieste, Gorizia, Pola, Piume), dichiaratamente per la necessità di garantire un
più efficace controllo del fascio eli comunicazioni che connetteva il Reic/J alla
Valle Padana, in realtà a premessa di un'annessione, nel quadro eli un generale
riassetto del continente europeo, dopo la vittoria.
Il regime eli occupazione tedesco- come da tempo hanno rilevato CollottiJZ
e Klinkhammcr13- funzionava tuttavia soltanto in parte secondo regole forma-
li, corrispondenti a un modello organizzativo razionale. Era piuttosto la proie-
zione in Italia del sistema "policentrico" nazista, un insieme di centri di potere
più o meno equipollenti, in reciproca competizione e tutti correlati direttamen-
te al dittatore, unica istanza di risoluzione dei conflitti.
Operavano (tuindi in condizioni di sostanziale indipendenza rispetto all'am-
ministrazione militare, ad esempio, il rappresentante del ministro degli
Armamenti Speer, generale l .eyers, c (1uello del ministro del Lavoro Sauckel,
incaricati rispettivamente dello sfruttamento dell'economia italiana e del recluta-
mento della manodopera per le esigenze dello sforzo bellico tedesco.
La politica di sicurezza, in particolare, era riservata al SJ-Obergrttppenjùebrer 1111d
Polizeigenera! Karl Wolff, rappresentante del Reicb4ite/Jrer SS Himmler e sovraordi-
nato alle varie organizzazioni dell'apparato poliziesco germanico, la polizia segre-
ta (GebeiiJleStaat.rPolizei- GeStaPo), la polizia dell'ordine (OrdllmZf!,Polizet), il servizio
di sicurezza (Sicbereit.rdien.rt - SJJ) c altre minori, in competizione tra loro e con le
corrispondenti specialità della \V'ehrmacht, come la gendarmeria militare
(l~èldgendarmerie), la polizia segreta campale (Ge/Jeilll~jèldjwlizez) e il controspionag-
gio (AbJJJebt). L'azione dei vari clementi del sistema era coordinata, più o meno
efficacemente, dal "Plcnipotenziario del Grande Rcich in Italia", Rudolph Rahn.
La decisione hitleriana di consentire la costituzione di un governo collabora-
zionista complicò ulteriormente il già complesso scenario del regime di occupa-
zione, poiché implie<ì il riconoscimento delle autorità politiche e amministrative
italiane, formalmente "alleate", mentre Rahn, pur mantenendo la funzione di
plenipotenziario, fu nominato ambasciatore presso il governo della RSI. I rap-
porti di forza, naturalmente, erano tali da garantire la totale suborclinazione delle
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