Page 216 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Pier Paolo Meccatiello

           agli  aviatori  l'alternativa  tra  l'incorporazione  nella  Ltifhvcifjè  o  l'internamento,
           ordinò il trasferimento in Germania, per le esigenze della difesa contraerea, dei
           militi della Guardia provenienti dai Carabinieri, con l'ovvio risultato di provoca-
           re  una  nuova  ondata  di  diserzioni  e  di  passaggi  alle  formazioni  partigiane.
           Effetto analogo ebbe la decisione del comando delle SS, questa volta a richiesta
           dei comandi provinciali della  stessa GNR, di allontanare la  Guardia di  finanza
           dal  confme  itala-svizzero,  in  seguito  all'accertamento  di  numerosi  episodi  di
           connivenza con i partigiani.
              La situazione della GNR, e l'acquiescenza del vertice repubblicano alle  pre-
           tese tedesche provocarono, il 18 agosto 1944, un alterco in presenza del "duce"
           tra Ricci ed il ministro Graziani, dopo il quale il gerarca fu destituito, e il coman-
           do generale assunto direttamente da Mussolini.
              Il  corpo,  gestito  effettivamente  dal  capo  di  Stato  Maggiore,  generale
           Nicchiarelli,  fu  inquadrato  nell'Esercito,  e  alla  fine  dell'anno  avrebbe  anche
           dovuto perdere la qualifica di polizia giudiziaria.
              In sintesi, alla fine  dell'estate 1944 il sistema di sicurezza interna nell'Italia a
           nord della "linea gotica" era precipitato in una situazione per la quale fu  conia-
           ta la  definizione di "policentrismo anarchico di  polizia".  Policentrismo, e  non
           "policrazia", perché il "potere" effettivo era in realtà in tutt'altre mani.2o
              Una situazione destinata a durare, aggravandosi, fino alla Liberazione.



           La fine della guerra


              In settembre il fronte si stabilizzò sulla "linea gotica", e il comando del XV
           gruppo d'armate alleato mise allo studio i piani per lo sbocco nella Valle Padana,
           ormai rinviato alla primavera del '45.
              L'ipotesi di  base della pianificazione non era il collasso generale delle  forze
           tedesche, ma lo sfondamento del fronte e il  successivo inseguimento nella pia-
           nura, per proseguire poi le operazioni sulle Alpi.
              La logica della politica di sicurezza alleata non era quindi quella della transi-
           zione dalla guerra alla pace, ma quella del mantenimento dell'ordine nelle retro-
           vie di un esercito destinato a combattere per un tempo ancora indeterminato.
              In una prima fase l'occupazione sarebbe stata gestita, come di consueto, dagli
           organi  dell'AMG  al  seguito  delle  unità  combattenti  e,  in  un  secondo  tempo,
           sarebbero  state  istituite  quattro  "regioni"  (X,  Liguria  - XI,  Piemonte - XII,
           Lombardia- XIII, Tre Venezie), in modo da estendere l'amministrazione mili-
           tare all'intero territorio italiano entro i confini del 1939, l'eventuale modifica dei
           quali era rinviata alla conferenza della pace.





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