Page 215 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repttbblica e Forze Ar!Jiate
del crollo finale, quando nei primi giorni del giugno 1944 l'effetto psicologico
combinato della liberazione di Roma e dello sbarco in Normandia, e la minac-
cia concreta rappresentata dall'avanzata anglo-americana nell'Italia centrale,
fecero ritenere imminente la fine delle ostilità anche nella Valle Padana.
L'ordine di ripiegamento al Nord per i reparti della GNR dell'Italia centrale,
impartito dal comando generale in base ad un progetto elaborato fin dall'aprile,
ebbe per effetto la disgregazione pressoché totale dell'organismo. La componen-
te proveniente dai Carabinieri defezionò quasi al completo, ma fu seguita anche
da una parte rilevante degli uomini che avevano appartenuto alla l'vlilizia ordina-
ria, "territoriali" niente affatto entusiasti di proseguire un'avventura sul cui esito
non era il caso di farsi illusioni. Lo sfaldamento della GNR provocò un violento
attacco da parte del segretario del partito fascista repubblicano, Pavolini,' 7 con-
vinto che, al punto in cui era giunta la lotta, occorresse abbandonare le strutture
tradizionali eli polizia per passare alla militariua:--:ione integrale del PFR, in prati-
ca un ritorno, in termini assai più aspri, al "partito armato" del 1921.
Il richiamo al precedente storico è evidente nella denominazione ufficiale di
"Corpo ausiliario delle squadre d'azione di camicie nere", adottata dal decreto
istitutivo 30 giugno 1944, n. 446, Corpo del ()Uale dovevano far parte tutti gli
iscritti al partito tra i 18 e i 60 anni.
Una circolare dello stesso Pavolini 1 8 precisava che «Nelle operazioni antiribelli,
le squadre non fanno prigionieri ... Poiché non è ammissibile che eventuali sanzio-
ni disciplinari o penali» nei confronti eli camicie nere «siano applicate da estranei al
Corpo», i comandanti avrebbero dovuto selezionare nuclei di fascisti di assoluta
fiducia e di "cieca disciplina" per dar forza esecutiva alle proprie decisioni. Quanto
alle armi, occorreva procurarsele recuperandole dai «carabinieri o da formazioni di
altri corpi armati>> che «non appaiano assolutamente fidi nella presente situazione».
Per l'Arma, del resto, la federazione del partito di Pesaro faceva presente che
occorreva <<mettere a punto una buona volta la posizione dei Carabinieri, che in
qualche comune per arrestare una persona desiderano che il reato di cui si impu-
ta venga contemplato nel Codice».t9
Con la costituzione del nuovo Corpo - che sarà poi noto con la denomina-
zione delle sue unità operative, le "Brigate Nere"- il sistema di sicurezza della
RSI abbandona quindi anche l'apparenza formale della legalità, e si prende atto
che il modello di "gendarmeria" per il controllo del territorio, al quale ancora si
ispirava l'ordinamento della GNR, manifesta la sua inadeguatezza nello scenario
di una guerra civile ormai conclamata.
Negli stessi giorni, peraltro, la GNR fu oggetto di attacco da una seconda
direzione, del tutto inattesa. Il comandante della aviazione tedesca in Italia, von
Richtofen, dopo aver tentato di sciogliere l'Aeronautica Repubblicana ponendo
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