Page 220 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Pier Paolo Meccaliello
il rimpatrio dalla prigionia di 50 ufficiali e 1.500 sottufficiali e carabinieri; torna-
rono in Italia pure una diecina di ufficiali della Guardia di finama e un gruppo
di sottufficiali e finanzieri detenuti in Kenya.
Il Corpo degli Agenti di P.S., nei confronti del quale gli alleati avevano mani-
festato un pregiudizio riguardante l'affidabilità politica che non poteva non inci-
dere sul livello di efficienza complessiva, era definito addirittura "in stato di
disgregazione" dallo stesso capo della polizia, prefetto Ferrari, in un appunto
inviato il 1° settembre 1944 al presidente Bonomi.2S
Oltre che da cause comuni alle altre forze dell'ordine (delegittimazione e con-
seguente perdita del ruolo, insufficiemm del trattamento economico, dell'equi-
paggiamento e dell'armamento, ecc.), la "disgregazione" era accentuata da moti-
vi specifici di natura politica, quali la diffusa tolleranza per l'iscrizione del per-
sonale ai partiti, ed errori riguardanti la politica di epurazione. Le norme ema-
nate al riguardo con il decreto legislativo luogotenenziale del 27 luglio 1944 ave-
vano infatti coinvolto un numero eccessivo di funzionari anche di minor livello
e di agenti, tanto da determinare una rea:done di rigetto destinata a condurre a
una sanatoria generale, ma dopo un lungo periodo di instabilità nell'amministra-
zione di P.S.
Un passo importante fu compiuto con il D.L.Lgt. 2 novembre 1944, n. 365.
L'istituzione del "Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza" permise infatti di
ricondurre all'interno di un'unica struttura, a ordinamento militare, organismi con
fisionomie e storie diverse, poiché, oltre agli agenti e ai loro ufficiali e sottufficiali,
furono inquadrati in esso gli uomini della P.A.I. (2.568 ammessi dopo la sele:done su
una forza complessiva di 3.775) e gli appartenenti alle milizie speciali (esclusi quelli
della "forestale", destinata a vita autonoma nell'amministrazione dell'Agricoltura).
Il 10 marzo 1945 una nuova delegazione del CLNAI- composta dal presi-
dente Pizzoni, dal comandante del CVL, generale Cadorna, e una volta ancora
dal vice-comandante Parri - giunse nell'Italia liberata, e ottenne tra l'altro dai
comandanti alleati l'autorizzazione a mantenere in servizio a tempo indetenni-
nato una parte delle formazioni partigiane, per far fronte all'indisponibilità di
forze regolari di polizia.
I comitati avrebbero nominato loro esponenti alle principali cariche politiche
e amministrative locali (compresa quella di questore) e l'AMG in linea di massi-
ma li avrebbe confermati, purché fosse chiaro che formalmente l'investitma
proveniva dalle commissioni regionali della stessa AMG.
L'impegno dei CLN a mantenere l'ordine pubblico nella fase di transizione,
per cedere poi i poteri all'AMG, fu confermato dal marchese Medici-
Tornaquinci, sottosegretario liberale al ministero dell'Italia occupata, retto dal
comunista Scoccimarro, in missione nel Nord alla fine di marzo, e il 29 il
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