Page 224 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 224
Pier Paolo Memuiello
fine delle ostilità, quando il Movimento Indipendentista Siciliano decise l'inten-
sificazione della lotta armata da parte della propria organizzazione paramilitare
(l'Esercito Volontario per l'Indipendenza Siciliana - EVIS), stringendo anche
accordi con sodalizi criminali, quali la "banda Giuliano".
Nella seconda metà del 1945 si registrò un crescendo di scontri, attacchi a
caserme e depositi di munizioni, imboscate ad autocolonne, ma anche azioni di
contrasto, come l'attacco al campo indipcndentista di Monte Moschitta, presso
Caltagirone, condotto il 29 dicembre e protratto per due giorni con impiego di
artiglierie, mortai da "81" e mezzi corazzati. Seguirono, a metà gennaio, l'attac-
co indipendentista contro il presidio- a livello di battaglione rinforzato- costi-
tuito a Montelepre, nel cuore della zona operativa della banda Giuliano, e una
serie di scontri minori.
Oltre a rinforzi in elementi dei CC.RR. e della polizia, fu dislocato in Sicilia
il reggimento "Garibaldi", unità di élite in parte costituita da reduci dell'omoni-
ma divisione partigiana che aveva combattuto in JVIontenegro. Il reggimento,
inquadrato nel gruppo da combattimento "Polgore" e proveniente da analogo
impiego in Puglia, alla fine del maggio 1946 fu trasferito in Toscana, probabil-
mente nel quadro delle misure adottate in occasione delle elezioni per la
Costituente e del referendum istituzionale.
Alla questione siciliana fu data una soluzione politica con la concessione di
un'autonomia particolarmente accentuata, e l'attività dell'EVIS andò spegnen-
dosi, il che permise, a partire dall'estate, di ridurre anche l'impegno dei reparti
dell'Esercito. In seguito alla costituzione del battaglione mobile dell'Arma di
Palermo furono così sciolti i due battaglioni misti fanteria/ carabinieri formati
nel maggio '45, c il15 agosto 1946 scomparvero anche le due divisioni, sostitui-
te dalle brigate di sicurezza interna "Reggio" (nuova denominazione della
"Sabauda", in ossequio al mutamento istituzionale) e "Aosta", su due reggirnen-
ti di fanteria e un gruppo di artiglieria.
Il concorso alla repressione del movimento indipendentista siciliano si con-
cretò in un ciclo operativo durato oltre due anni, comprendente veri e propri
combattimenti di fanteria, con il sostegno di artiglieria (obici da 100/17), armi
pesanti e mezzi corazzati, e anche dell'aerocooperazione, limitata peraltro all'ef-
fettuazione di ricognizioni a vista, poco efficaci per la natura del terreno e del-
l'avversario, oltre che per le caratteristiche dei velivoli impiegati (trimotori SM
79 e SM 84, per un totale di 19 ore di volo).
Fu il primo e il più importante impegno operativo dell'esercito italiano tra la
fine della seconda guerra mondiale e la fase delle missioni internazionali, in
ambiente tendenzialmente ostile e con tecniche tanto prossime a quelle della
controguerriglia da giustificare il richiamo, che fu fatto, alla nota circolare 36.000
re
l ___ _ 224

