Page 223 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e F'01ze Armate


         to  "Cremona").  Sulla  frontiera  orientale  presero  invece  posizione  le  unità
         dell'88a  divisione  di  fanteria  americana  e  del  XIII  corpo  d'armata  britannico,
         lungo  una  linea  faticosamente  concordata con gli  jugoslavi  dal  capo di  Stato
         Maggiore di SACMED, Morgan.
           Il  tentativo  di  controllare  sia  i movimenti  tra  Nord e  Sud  con  il  "cordone
         sanitario economico" che l'ondata dei  reduci e delle displaced penons provenienti
         dalla Germania, si  dimostrò, come era facile  prevedere, del tutto illusorio.
           L'organizzazione alleata per il  controllo armistiziale rimase in  funzione  fino
         all'entrata  in  vigore  del  trattato  di  pace,  ma  alle  sue  forme  più  penetranti  fu
         posto termine molto tempo prima. n 18  novembre 1945 le  forze armate italia-
         ne tornarono alle  dipendenze esclusive del governo di Roma, ed il  31  dicembre
         l'AMG fu  sciolta in tutto il  territorio, escluse le province di Gorizia e di Trieste.
           Il recupero della sovranità nazionale, sia  pure nei limiti consentiti dal regime
         armistiziale, rese indilazionabile l'assunzione di decisioni circa la  forma da dare
         allo  strumento difensivo,  benché  fossero  ancora  indeterminati  i vincoli  che il
         trattato di  pace avrebbe posto alle sue dimensioni. Un problema all'interno del
         quale le esigenze connesse alla protezione da minacce esterne interagivano con
         quelle riguardanti il  sistema di sicurezza.
           Occorreva quindi definire quale fosse,  nel sistema stesso, il ruolo delle Forze
         Armate, in particolare dell'Esercito, e il  rapporto di  queste con l'altra struttura
         portante, le  forze di polizia, tutte all'epoca ordinate militarmente cd anche esse
         integrate nella comunità degli uomini con le  "stellette".
           La  questione  si  era  posta in  termini  concreti già  durante  la  cobelligeranza,
         quando risultò evidente che, per gli  alleati,  il  concorso dell'Esercito italiano al
         mantenimento dell'ordine pubblico costituiva- come la fornitura di manodope-
         ra per l'organizzazione logistica- una forma d'impiego ben più interessante che
         la partecipazione alle operazioni di  combattimento.
           Già nell'ottobre '43l'ACC aveva quindi autorizzato, come si ricorda, il trasfe-
         rimento  dalla  Sardegna  in  Sicilia  della  divisione  di  fanteria  "Sabauda",  i  cui
         reparti  furono  successivamente impegnati sia  per la  protezione del  dispositivo
         logistico anglo-americano che in azioni di  mantenimento dell'ordine, con l'esito
         spesso negativo di cui si è detto.
           Nell'ottobre  1944  la  "Sabauda"  si  era  sdoppiata,  dando  vita  alla  divisione
         ''Aosta", ed entrambe le grandi unità, definite di "sicurezza interna"- ciascuna su
         due brigate di due reggimenti di fanteria- operavano agli ordini di un Comando
         Militare  della  Sicilia  (poi  Xl  COMILITER),  che  agiva  in  coordinamento  con il
         comando eli brigata C.C.R.R. eli Palermo e con l'Ispettorato speciale di P.S. al quale
         facevano capo i reparti eli polizia destinati alla repressione del banditismo.
           L'impegno  per le  unità  dell'Esercito  crebbe in  misura  significativa  dopo la




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