Page 210 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Pier Paolo LVfeccmiello
al raggiungimento da parte delle truppe alleate della linea Pisa - Rimini, il che era
evidentemente fuori questione sia per i Carabinieri che per la Guardia di finanza.
Al concorso al mantenimento dell'ordine pubblico la MìVIIA destinava peral-
tro anche tre divisioni di Fanteria, una in Sardegna ("Calabria") e due in Sicilia
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Le cose andarono in modo radicalmente diverso nel territorio a nord della
linea di contatto tra gli eserciti alleati e quello tedesco, che per venti mesi divise
la penisola in due realtà differenti.
La guerra civile ebbe per effetto, nel Centro-Nord, la disgregazione del siste-
ma eli sicurezza, alla quale contribuirono tuttavia, più che il comportamento
della potenza occupante, i conflitti all'interno della Repubblica Sociale Italiana,
in particolare quello tra due istituzioni, J\'lilizia e partito fascista, già presenti nel
regime precedente. Una situazione che rese estremamente difficile la ricostru-
zione dell'apparato di polizia nell'Italia settentrionale dopo la fine delle ostilità.
Nella penisola, dopo l'annuncio dell'armistizio dato alla radio dal Maresciallo
Badoglio alle 19.45 dcll'8 settembre, il sistema di sicurezza interna cessò prati-
camente di funzionare.
Carmine Senise, reintegrato nelle funzioni di capo della polizia dopo il 25
luglio, diramò nella stessa sera dell'8 due telegrammi, con i quali raccomandava
ai prefetti la massima cura per il mantenimento dell'ordine pubblico, responsa-
bilità che peraltro, come si ricorderà, era stata assunta dalle autorità militari.
Il collasso dell'organizzazione territoriale dd Regio Esercito, quindi, fece sì che
questori, ufficiali dell'Arma e della Guardia di finanza, ma anche marescialli e bri-
gadieri comandanti delle unità minori, dovettero fronteggiare da soli situazioni di
estrema gravità. Un caso emblematico è quello delle stazioni dei Carabinieri e delle
brigate della Guardia di finanza dell'Istria, rimaste unico punto di riferimento per
le comunità italiane dopo la dissoluzione dei comandi militari, e travolte da una
rivolta di inattesa violenza della popolazione croata.
Incidenti si verificarono nei primi contatti tra forze di polizia e truppe di
occupazione tedesche, nei valichi ferroviari di frontiera di Tarvisio e di
Piedicolle, alla Sella di Prevallo, a Idria c al Brennero, nel porto di Bari e a
Napoli, dove furono fucilati dopo la cattura i 14 carabinieri della stazione Porto,
che avevano difeso la centrale telefonica del Rettifilo, c due finanzieri trovati in
possesso di anni.
Nel giro di pochi giorni, tuttavia, generalmente intorno al 12 settembre, i
comandi della Wehrmacht riconobbero, in base alle norme internazionali, la qua-
lità di personale di polizia ai carabinieri, agli agenti di P.S. e ai finanzieri, consen-
tendo loro di continuare ad assolvere i compiti d'istituto armati e in uniforme.
I lineamenti del regime di occupazione in Italia erano stati definiti il 1 O set-
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