Page 205 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Il27luglio 1943 la MVSN fu inquadrata nel Regio Esercito, ebbe per coman-
dante il generale di Corpo d'Armata Quirino Armellini, vicino a Badoglio, sosti-
tuì la camicia nera con lJUella grigio-verde e i fasci sulle fiamme con le stellcttc.
Adottarono il segno tradizionale dell'appartenenza alle Forze Armate anche la
P.A.I. c il Corpo degli Agenti di P.S., al quale lo status militare fu conferito con
il R.D.L. 31 luglio 1943, n. 687; provvedimento analogo militarizzò anche il
Corpo degli Agenti di Custodia.
La divisione "M" prese il nome della "Centauro", distrutta in Tunisia, ebbe
per comandante il generale Carlo Calvi di Bergolo, genero del re, e ufficiali del-
l'esercito assunsero gli incarichi di comando c di stato maggiore.
Il governo Badoglio attribuì carattere di assoluta priorità alle misure per il man-
tenimento dell'ordine pubblico, condizione indispensabile per affrontare la crisi
che si prevedeva concomitante all'uscita del Paese dal conOitto. Già la sera del25
luglio un telegramma ai prefetti dispose il passaggio della responsabilità alle auto-
rità militari, cd il mattino successivo il capo di Stato J'daggiore del R. Esercito,
Roatta, diramò una circolare con direttive per l'impiego dei reparti in servizio di
O.P. improntate alla massima severità. Furono proibiti gli assembramenti, impo-
sto il coprifuoco, attuata una rigida censura sulla stampa, ed estesa la competenza
dei tribunali militari di guerra ai reati commessi in occasione di manifestazioni.
Il ritorno dell'Esercito all'impiego in ordine pubblico, caduto in desuetudine
dopo il 1922, diede luogo a numerosi episodi di repressione eccessivamente
energica. La circolare Roatta si esprimeva, infatti, nei seguenti termini:
«Muovendo contro gruppi di individui che perturbino ordine o non si attenga-
no at prescrizioni autorità militare, si proceda in formazione di combattimento
et si apra fuoco a distanza, anche con mortai et artiglierie, senza preavvisi di
sorta, come se si procedesse contro truppe nemiche ... Non è ammesso il tiro
in aria. Si tira sempre a colpire, come in combattimento».
Nei primi cinque giorni successivi al 26luglio si contarono 83 morti, 308 feri-
ti e 1.554 arresti.H
Il controllo della situazione interna fu comunlJUe l'unico aspetto della gestio-
ne della crisi rispetto al quale il governo riuscì a conseguire un successo pieno,
sia pure a caro prezzo c grazie al ritorno in piazza dell'Esercito, dopo vent'anni
di impiego esclusivo delle forze di polizia.
Nel corso del mese di agosto si cercò anche di ridurre l'impegno nei territori
di occupazione o di recente annessione. Nel convegno italo-tedesco, svoltosi a
Casalecchio di Reno il 15 agosto, fu ottenuto il consenso germanico al rimpatrio
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della 4a armata dalla Prancia rneridionale, della divisione "Isonzo" dalla Slovcnia,
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di otto battaglioni di Carabinieri dai Balcani c di sette della Guardia di finanza dalla "§
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Grecia e dal Montenegro, oltre alla riduzione del personale dislocato in Albania. u o
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