Page 204 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Pier Paolo 1\lfemnie//o
previdenza c l'inefficienza delle organizzazioni periferiche del partito e dei sin-
dacati. Parve così sufficiente, per chiudere la ricerca delle responsabilità, la sosti-
tuzione del giovane segretario nazionale del P.N.I•:, Vidussoni, con un esponen-
te della vecchia guardia squaclrista, Carlo Scorza, c quella del capo della polizia
Carmine Senise, prefetto di carriera, con Renzo Chierici, anch'egli squaclrista e
gerarca della Milizia Forestale.
Un'interpretazione riduttiva, non condivisa dagli organi centrali incaricati di
analizzare la situazione interna, il comando generale dei Carabinieri e la direzio-
ne generale di P.S.
11 cambiamento del clima politico preoccupò anche un altro comando gene-
rale, quello della J\tiilizia, retto dall'aprile 1941 dal Luogotenente generale Enzo
Galbiati, che già nel novembre '42 con una circolare riservata diretta ai coman-
di di legione aveva ordinato la costituzione eli "nuclei per l'impiego in caso di
perturbamento dell'ordine pubblico".
Pochi giorni prima, in un rapporto alla gerarchia, lo stesso Galbiati aveva
affermato che: «L'ordine pubblico è nelle mani del Partito ... Le forze di polizia
sono nulla di fronte alla Milizia e questa deve agire con tutta la legalità in quan-
to è anche essa forza di polizia». Fu anche ordinata la costituzione in ogni comu-
ne di nuclei di legionari scelti, da impiegare "in caso eli particolare emergenza",
attingendo anche ai vecchi squadristi locali.s
Il progetto di far riassumere alla l\tiVSN un ruolo politico significativo prese
ulteriore consistenza nell'aprile 1943, in occasione del convegno italo-tedesco di
Klcsshcim. In un colloquio riservato da lui chiesto al Reichsfuehrer SS Himmler,
l\tiussolini accettò la proposta di costituire un'unità scelta, composta da persona-
le selezionato anche sotto il profilo politico, da destinare alla protezione del
capo del fascismo, sul modello della divisione JJ Leibstanrlarte Arlo!f I-Iitle1:r•
La grande unità, denominata "divisione M" e formata da sei battaglioni di
Camicie Nere "M"/ un raggruppamento cannoni controcarro/ contraerei da 88
mm. c un reparto di 36 carri armati "Tigre", con comandante, quadri e gregari
esclusivamente appartenenti alla J'l'fVSN c un nucleo eli istruttori tedeschi, fu
costituita mediante rapporti diretti tra il comando delle SS e quello della Milizia,
escludendo lo stato maggiore del Regio l~sercito. I tentativi di quest'ultimo di
trasferire la divisione nell'Italia meridionale - era intanto avvenuto lo sbarco
anglo-americano in Sicilia - furono infruttuosi, e la grande unità rimase nella zo-
na di addestramento intorno allago eli Bracciano, a breve distanza dalla capitale.
La fine del regime avvenne però senza episodi significativi eli resistenza da
v
c parte fascista. Galbiati, capo eli SM della Milizia, Chierici, capo della polizia e lo
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·§ stesso Scorza, segretario del P. N .l •: si affrettarono a mettersi a disposizione del
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u governo del Maresciallo Badoglio.
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