Page 201 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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RejJ!Ibblica e Fmze Armate
costruzione del "regime", con finalità di controllo in settori strategici, quali i tra-
sporti ferroviari (Milizia Ferroviaria), i porti (Milizia Portuale), le comunicazio-
ni (ìviilizia Postelegrafonica), la motorizzazione e la viabilità stradale (ìviilizia
della Strada), la tutela dell'ambiente montano (Milizia Forestale).
Ad eccezione della Milizia Forestale, nata per trasformazione del preesistente
Corpo Reale delle Foreste, si trattò di organismi nuovi, operanti alle dipendenze
funzionali delle amministrazioni statali competenti per il rispettivo settore, con
proprie strutture permanenti in grado di im1uadrarc aliquote di personale volon-
tario (soprattutto a livello dirigenziale) appartenente alle stesse amministrazioni.
Il loro livello di professionalità c di tccnicismo fu generalmente migliore di
quello della Milizia ordinaria. In quest'ultima continuarono invece ad essere
inquadrate le specialità a più immediata valenza politica, come i reparti addetti
alla vigilanza sulle colonie di confino e i "reparti speciali di frontiera", istituiti
nelle legioni con circoscrizione confinaria con il R.D. 8 maggio 1927, n. 762, in
rapporto all'inasprimento elci controlli stabilito dal nuovo testo unico di pubbli-
ca sicurezza, approvato con R.D. 6 novembre 1926, n. 1848.
Sembra si possa concludere che anche nel settore della sicurezza interna,
come in altri dell'organizzazione politico-amministrativa, il governo fascista pre-
ferì fare assegnamento sulle strutture e sulle istituzioni del vecchio Stato demo-
cratico-liberale, limitandosi a duplicarle con organismi coerenti con la propria
ideologia, ma senza poi assicurare a questi ultimi livelli sufficienti di prestigio c
di efficienza che consentissero di svolgere pienamente la funzione di controllo
politico loro assegnata.
Il controllo del territorio fu quindi saldamente conservato dall'organizzazio-
ne capillare dei Carabinieri Reali, ed altrettanto accadde per la vigilanza di fron-
tiera, svolta dalla Regia Guardia di finanza in modo del tutto indipendente dalla
compresenza della Milizia Confinaria, alla quale peraltro soltanto nel 1940 fu
conferita una certa autonomia all'interno della struttura territoriale della MVSN
ordinaria.
La funzione di polizia politica vera e propria, comunque, continuò a far capo,
come prima del regime, soprattutto alla direzione generale di Pubblica Sicurezza
del ministero dell'Interno, che vi provvedeva con la rete degli "uffici politici"
delle questure e, dal 1930, con uno speciale servizio informativo occulto,
l'OVR/\, in grado di operare anche all'estero ricorrendo largamente alla tecnica
dell'infiltrazione.
Dopo lo scioglimento della "guardia regia", la direzione generale tornò presto
a disporre di una forza alle proprie esclusive dipendenze, il "Corpo degli Agenti
di Pubblica Sicurezza", istituito con R.D.L. 2 aprile 1925, per il quale venne
coniata l'inconsueta definizione di "corpo civile militarmente organizzato".
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