Page 35 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Ar111ate

         zionale, la sovranità esterna, così come quella interna era soggetta alle occupa-
         zioni e alle autorità militari vincitrici.  La Commissione Alleata di Controllo era
         sovrana nel valutare ogni iniziativa delle autorità italiane in politica estera. E que-
         sta situazione aveva gravi conseguenze, sia per quanto riguarda la tutela degli ita-
         liani  all'estero, sia  per quanto riguarda le  necessarie trattative commerciali con
         paesi esteri in vista della ricostruzione. Solo dopo la firma e la ratifica parlamen-
         tare  del  trattato di pace, e siamo alla  fine  del dicembre 194 7, gli  attributi della
         sovranità  esterna  poterono  essere  nuovamente  gestiti  dal  governo  italiano,  il
         quale poteva finalmente riannodare, con la nomina e l'invio all'estero di amba-
         sciatori e di ministri plenipotenziari, le  normali vie della sua politica estera.
           Con un  simile  fardello  negativo,  si  può dire  a giusta ragione:  "Italia Anno
         Zero", ecco l'eredità che  l'Italia  ebbe  dalla  seconda guerra  mondiale  ed  ecco
         quanto i vari governi, per anni presieduti da Alcide  De Gasperi, affrontarono
         con la disperata volontà di costruire quella Nuova Italia che all'appuntamento
         dell'ingeneroso  trattato  di  pace  di  Parigi,  l'allora  ministro  degli  Esteri,  Carlo
         Sforza, aveva annunciato ai ventidue Stati vincitori.
           A  questo  riguardo,  il  discorso  di  De Gasperi  alla  nazione,  il  15  settembre
         194 7, ci sembra emblematico:

                    <Scende in  quest'ora  la  notte  su  una  delle più tristi giornate  della
                 nostra storia.  Tutto  è stato detto  oramai sul fatale scorcio di tempo  che
                 ci ha condotto al doloroso  epilogo.  Ma in questo momento non è ti caso
                 di imprecare contro il passato,  bensì di raccoglierei tutti in un  senso di
                 dignitosa fiducia nella rinascita del nostro Paese ... >>.
           La situazione internazionale, con l'inizio della guerra fredda tra Est ed Ovest,
         doveva, in  un certo  qual  modo, aiutare  i progetti governativi di  ricostruzione
         dell'Italia. La firma "unanime" dei vincitori al trattato di Parigi, può essere con-
         siderato l'ultimo atto della alleanza vittoriosa: la rottura di questa grande allean-
         za di guerra doveva seguire di lì a poco, con le sue inevitabili conseguenze sugli
         assetti politici europei. Nella crisi totale delle relazioni tra i due maggiori "allea-
         ti" vincitori, crisi  che doveva assumere anche  toni di estrema durezza nei rap-
         porti tra Mosca e Washington, l'Italia, al  margine geografico delle zone di ten-
         sione,  si  trovò  ad  entrare  nel grande gioco,  corteggiata come lo  fu  dagli  Stati
         Uniti, che ne facevano una sperata pedina utile nella strategia della tensione, che
         in Europa stava trionfando. E  nel contempo il governo italiano doveva contare
         sulle  pressioni sovietiche,  in vista  di  una neutralità  "alla  Svizzera" che alcune
         parti dell'opinione pubblica italiana consideravano la migliore soluzione.
           Questa situazione ebbe due grandi conseguenze: innanzitutto le limitazioni e
        i  condizionamenti  imposti  dal  trattato  di  pace  furono  rapidamente  cancellati.
         Dopo pochi mesi il trattato di Parigi entrava in totale dimenticanza e il suo supe-




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