Page 204 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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L’ERP si realizza in quattro fasi: nella prima il Congresso autorizza le spese pro-
poste dall’ECA e dal dipartimento di Stato e autorizza lo stanziamento finanziario
annuale per ogni nazione beneficiaria; nella seconda l’ECA stabilisce le quote del-
le merci di ogni singolo paese; nella terza l’ECA autorizza l’acquisto dei beni con
scansione trimestrale (Procurement Authorization PA); nella quarta fase l’ECA
organizza la spedizione delle merci nei singoli paesi (shipment).
Nel primo anno del “Piano Marshall” tale meccanismo è molto farraginoso,
quindi il ritardo fra le assegnazioni (allocations) e l’effettiva spedizione delle mer-
ci è di circa un anno, mentre nel secondo anno è di sei mesi.
Inizialmente il meccanismo funziona in questo modo: l’ECA ogni tre mesi
mette a disposizione di ogni stato la valuta necessaria. Ogni paese beneficiario
presenta, con cadenza trimestrale, la richiesta dei beni che intende importare nel
trimestre successivo. Entro un mese da tale richiesta l’ECA emette le PA, cioè le
lettere di credito che mettono a disposizione per ciascun paese i dollari neces-
sari per acquistare i beni da importare. Solo allora i governi europei rilasciano
le licenze d’importazione (SUB-PA) alle ditte che hanno richiesto di importare
le merci previste dalle PA. Il problema vero, il primo anno, sono i tempi ristretti
imposti dall’ECA, infatti gli importatori europei non riescono spesso a completare
le importazioni nell’arco del trimestre e in questo caso scade l’autorizzazione. La
cancellazione dell’autorizzazione rallenta il programma.
Il problema dei ritardi viene analizzato da Paul Hoffmann, presidente dell’E-
CA, durante il suo viaggio parigino nel luglio del 1948. Alla fine si scelgono delle
regole, ossia delle procedure meno rigide. Dal maggio 1949, si autorizza lo spo-
stamento delle PA inutilizzate da un trimestre a quello successivo. Dal novembre
1949 si ammette un ritardo di due trimestri, e questo permette maggiore flessibili-
tà nell’utilizzo delle allocations. Questa modifica impedisce il blocco di porzioni
di quote importanti dei paesi beneficiari per considerevoli periodi di tempo. Perciò
l’impatto dell’ERP sui paesi europei cresce nel tempo dal 1949 e raggiunge l’api-
ce all’inizio del 1950 poco prima che il programma venga messo in discussione a
causa dei nuovi obiettivi di riarmo.
il ritardo nella consegna degli aiuti del Piano marshall ne posticipa in parte i
benefici al 1950/1951.
Alan milward valutando il peso degli aiuti dell’ERP sul totale delle importa-
zioni dell’Europa occidentale, mediante un test afferma che fra il 1949 e il 1950
i paesi europei ( con l’eccezione di Francia e Olanda che hanno programmi di
ricostruzione più ambiziosi) mantenendo i consumi alimentari ai livelli del 1947
possono ipoteticamente, senza gli aiuti americani, mantenere la stessa crescita
industriale. Tale tesi viene rifiutata da Hogan, che replica dicendo che si tratta
semplicemente di trucchi statistici non rilevanti per giudicare il “Piano Marshall”.
Comunque l’ERP è solo uno dei programmi d’aiuto in Europa -vi sono anche
i programmi UNRRA in Francia e Italia, e il programma GARIOA in Germania

