Page 200 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             so inflattivo e di svalutazione che danneggia la stessa classe operaia dato che la
             scala mobile introdotta dopo la liberazione recupera solo in parte l’aumento dei
             prezzi. Ma a parte l’aspetto tecnico, dal lato politico Einaudi viene contestato; in-
             fatti l’assenza di compensazione sociale per i lavoratori dipendenti e una mancata
             programmazione per le imprese ne fornisce un’immagine capitalista. Einaudi fa-
             vorisce l’iniziativa privata in quanto la stabilizzazione finanziaria è accompagnata
             dall’aumento delle tariffe dei servizi pubblici e dalla libertà di licenziamento poi
             bloccata con degli accordi industria-sindacato.
                Fino alla rottura con Mosca, De Gasperi e il suo governo cercano il dialogo
             con le opposizioni e garantiscono la continuità col tripartito DC-PCI-PSI. De Ga-
             speri impone una patrimoniale straordinaria e attua una politica fiscale equa. Nella
             seconda fase vi è uno spostamento a destra dell’asse politico del paese. Dopo la
             rottura con l’URRs è necessario adeguarsi alle richieste di Washington. Gli stati
             Uniti concedono aiuti solo se al governo non ci sono i comunisti, quindi termina
             la stagione della cooperazione per il bene del Paese e inizia l’epoca dei conflitti
             di classe.
                De Gasperi e Einaudi, per evitare la deflazione, su alcuni punti fanno dei cor-
             rettivi. Innanzitutto il prezzo politico del pane viene mantenuto, inoltre la Banca
             d’Italia aumenta la circolazione monetaria, infine la svalutazione della lira è par-
             ziale; si mantiene un sistema di cambi multipli e non si torna alla convertibilità.
             Quindi lo stato eroga aiuti selettivi alla grande industria per compensare la stretta
             creditizia delle banche. L’adesione al blocco occidentale e al sistema economico
             capitalista impone un impegno dello stato in linea di principio negato, ma neces-
             sario nei fatti.
                Sotto l’amministrazione Truman, i governi occidentali combattono il comuni-
             smo, di conseguenza i partiti comunisti europei si legano a Mosca. L’appartenenza
             internazionale diviene una condizione prevalente su quella nazionale. Dopo la
             conferenza di Parigi la dirigenza sovietica si rende conto di perdere il controllo
             dell’Europa, e di non poter evitare la divisione della Germania. Per evitare l’iso-
             lamento politico l’URRS convoca in Polonia dal 22 al 27 Settembre 1947 il Co-
             minform, un centro di coordinamento dei nove paesi comunisti europei. Nella sua
             relazione Andrej Ždanov, segretario del Comitato centrale del PCUS, afferma che
             vi è un conflitto tra le “forze imperialiste antidemocratiche reazionarie” guidate
             dagli Stati Uniti e quelle democratiche e antimperialiste alleate all’URRS. Da un
             lato prevede che la crisi del capitalismo è inevitabile, dall’altro affida ai partiti co-
             munisti europei la difesa della sovranità dell’URRS. Ždanov critica anche i partiti
             comunisti europei, per avere troppo a lungo trattato e dialogato finendo per essere
             subalterni alle scelte del capitale occidentale. L’accusa è di aver cercato una strada
             non marxista per realizzare una nuova democrazia in una società capitalista, ossia
             di credere di realizzare in parlamento il socialismo.
                L’istituzione del Cominform si giustifica con l’incapacità dei comunisti occi-
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