Page 197 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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peo occidentale autonomo economicamente, uno degli obiettivi strategici anche
dell’amministrazione Truman.
L’unione doganale non ha però prospettive di successo perché incontra l’op-
posizione di alcuni paesi, ad esempio la Gran Bretagna, che vogliono proteggere
i propri interessi nazionali. La questione tedesca è esclusa dalla Conferenza di
Parigi per il rifiuto della delegazione inglese di discutere il programma economico
della bizona fino a che non si conoscerà l’entità degli aiuti americani. L’unione
doganale con la partecipazione della Germania permetterebbe di creare accor-
di bilaterali, evitando quindi di pagare i traffici con la Germania per mezzo dei
dollari. La proposta dell’unione doganale è per la Francia un modo per capire le
intenzioni americane sulla Germania prima che la CEEC formuli le sue richieste.
L’intervento statale nella società italiana col tempo si fa maggiore a causa dei
rapporti politici interni e del difficile scenario internazionale, in quanto gli aiuti
americani appaiono largamente insufficienti per procedere alla ricostruzione.
L’amministrazione Truman usa gli aiuti promessi come strumento di pressione
sugli alleati per poter applicare immediatamente le regole di Bretton Woods. il
dipartimento di stato comunica alla CEEC che il congresso è disponibile a conce-
dere solo aiuti in merci, quasi esclusivamente prodotti di sovrapproduzione ame-
ricani. Concedendo solo merci gli USA influenzano i prezzi e i canali commerciali
dei paesi assistiti. I paesi CEEC, coinvolti nella guerra fredda, sono pressati dal
dipartimento di Stato che chiede l’immediata apertura delle frontiere, le regole
di libero mercato e i controlli sugli aiuti ottenuti. La crisi dei pagamenti europei
dell’estate 1947 non permette ulteriori rinvii. Onde evitare disordini sociali, tra
luglio e agosto, Inghilterra e Francia ottengono assistenza straordinaria dal fondo
monetario e dagli UsA in varie forme tra cui prestiti straordinari e il trasferimen-
to dell’oro sequestrato ai nazisti. In cambio il dipartimento di Stato chiede alla
CEEC il rispetto dei principi di Clayton.
Una volta chiusa la conferenza di Parigi, ne viene avviata un’altra a Londra
sulla questione tedesca. Viene discussa la fusione della zona di occupazione fran-
cese con le zone angloamericane; delineando in questo modo la creazione di uno
stato tedesco occidentale. La resistenza europea cresce insieme alle richieste ame-
ricane. USA e CEEC si rinfacciano le rispettive responsabilità nello scoppio della
crisi monetaria. se la crisi dei pagamenti europei è conseguente ad errori dei go-
verni nazionali, tocca all’Europa porvi rimedio, ma se la crisi dipende dalla diffi-
cile applicazione degli accordi di Bretton Woods, non idonei a gestire il passaggio
verso un’economia di mercato, allora è l’America a dover pagare il conto.
Alla conferenza di Washington il Dipartimento di stato rivela i suoi intenti. il
Governo americano ha intenzione di erogare agli europei, in misura e qualità infe-
riore, gli aiuti promessi da Marshall solo a condizione che i paesi CEEC accettino
pesanti trattati bilaterali. Tra le condizioni richieste per il ripristino dei cambi fissi
vi sono bilanci tendenzialmente in pareggio, riequilibrio della bilancia dei paga-

