Page 193 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             del vecchio continente che rendono la società europea vulnerabile allo sfruttamen-
             to di qualunque movimento totalitario, compreso quello russo. Il timore del PPS
             è che una crisi economica induca alcuni paesi come Grecia e Turchia ad uscire
             dall’area capitalista. Nel rapporto presentato il 27 Maggio da Clayton, considerato
             il vero ispiratore della strategia economica del “Piano Marshall”, lo stesso sostie-
             ne che l’America deve salvare l’Europa non dai russi ma dalla fame e dal caos.
             Serve quindi un piano di almeno tre anni di 6 miliardi di dollari all’anno, basato
             su aiuti in carbone e cereali, che copra un deficit stimato in 5 miliardi di dollari
             all’anno  rimettendo in piedi l’Europa.
                L’idea comune di Clayton e Kennan è che, riconvertendo gli apparati indu-
             striali in Germania e Giappone ad un’economia di pace, sia possibile ridurre il
             fabbisogno di aiuto a carico del contribuente americano, così da disporre di due
             poli anticomunisti economicamente solidi in Europa occidentale e in Asia.
                Gli accordi di Bretton Woods nell’estate del 1944 tra UsA e Regno Unito mi-
             rano a restaurare il libero scambio di merci, più che il libero scambio di capitali,
             e prevedono un regime di cambi fissi controllati dalle banche centrali. Due nuove
             istituzioni, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Internazionale per
             la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS), avranno questa funzione. In realtà, il siste-
             ma dei cambi fissi non è adeguato. Allo scoppio della guerra, con il cosiddetto ac-
             cordo Lend-Lease, gli USA finanzieranno le esigenze militari inglesi, ma il  debito
             contratto alla fine della guerra impone la liquidazione di molti degli investimenti
             britannici in area dollaro e con essi un’importante approvvigionamento di valuta
             forte per la Gran Bretagna. Per questi motivi il dollaro si impone come moneta di
             scambio al posto della sterlina.
                Il dollaro nel 1947 raggiunge l’apice del successo e la Federal Reserve System
             statunitense dispone di oltre il 50% delle riserve di oro mondiale. Per dare stabilità
             al dollaro  gli UsA  impongono un basso prezzo dell’oro rendendo poco conve-
             niente l’estrazione del metallo e così penalizzano le riserve auree altrui. Il declino
             della sterlina determina in Europa il vuoto di potere che costringe gli UsA ad in-
             tervenire, anche perché provoca nei paesi liberati il congelamento delle riserve in
             sterline, cambi instabili e in generale la corsa al dollaro considerata l’unica valuta
             convertibile in oro.
                Senza disporre di esportazioni adeguate a compensare il deficit, i paesi liberati
             diminuiscono sempre più le proprie riserve in oro e dollari. Il debito dei paesi
             europei nei confronti dell’area del dollaro aumenta molto rapidamente e rende
             drammaticamente dipendente l’Europa nei confronti degli UsA. senza gli aiuti
             americani, l’esaurimento delle riserve europee forza la chiusura degli scambi tra
             l’area del dollaro e quella della sterlina e mette a rischio la ricostruzione dimi-
             nuendo drasticamente i consumi interni. Dopo la liberazione, il governo ameri-
             cano concede aiuti esteri cercando di sopperire alla mancanza di liquidità, ma si
             trova a dover riempire un pozzo senza fondo.
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