Page 189 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Il “Piano Marshall”
Daniel PoMMier VinCelli 1
l 5 Giugno 1947, il Segretario di Stato americano, il Generale George
i Marshall, annuncia dall’università di Harvard la volontà degli USA di aiutare
i Paesi europei che ne abbiano bisogno nel processo di ricostruzione. Apparente-
mente l’offerta persegue scopi umanitari, tuttavia le parole impiegate da Marshall
manifestano l’intenzione di sfidare politicamente l’URSS. Afferma che l’impegno
statunitense è contro la fame, la disperazione e il caos. Ogni governo che trami
per ostacolare la ripresa di altri paesi o che cerchi di perpetuare la miseria umana
per ottenere benefici politici incontrerà la dura opposizione degli Stati Uniti. Il
discorso del generale è breve ma produce subito entusiasmo. Il “piano Marshall”
vuole da un lato ricostruire il capitalismo occidentale dall’altro far finire la “gran-
de alleanza” con l’Urss, ormai in crisi da oltre un anno.
Con grande intelligenza, però, il governo USA non vuole assumersi la respon-
sabilità della divisione del mondo in due, e spera di farne ricadere la colpa sul suo
diretto avversario.
La prudenza nella gestione della rottura con mosca va ricercata nell’incerto e
instabile quadro politico dell’Europa occidentale dove i moderati hanno basi fra-
gili mentre le forze anticapitaliste in questo periodo emergono. Inoltre la giustizia
sociale e la piena occupazione, temi propagandati durante il conflitto dagli Alleati,
non sono stati realizzati, e non vi è neppure un largo consenso all’inclusione nella
sfera capitalista da parte dei paesi sconfitti.
D’altra parte, la sconfitta del fascismo ha causato anche maggiore partecipa-
zione politica con evidenti tratti rivoluzionari da parte dei comunisti e dei so-
cialisti. In questo scenario politico in particolare i partiti comunisti continentali
specie quello italiano, francese e finlandese nel 1945-47 ottengono ottimi risultati
elettorali e diventano forze politicamente condizionanti, forse a causa della loro
estraneità alla tradizione nazionalista.
sul lungo periodo i partiti di massa DC e PCi diventano veicolo per una ricon-
ciliazione dei cittadini con l’idea nazionale ma, nell’immediato, essi rappresen-
tano modelli inconciliabili in quanto fondati su valori sociali opposti. In un’atmo-
sfera pre-rivoluzionaria, formare una coalizione coesa è un problema anche per le
potenze occidentali, tanto più che i loro elettorati premono per il ritiro immediato
delle truppe per porre fine alle costose politiche di occupazione. Come delegare
1 * Università di Roma “La Sapienza”.

