Page 184 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                                                     Gruppo bandiera del 5° reggimento
                                                     cavalleria blindata “lancieri di
                                                     Novara” 1949-58



                                                    no, che, preoccupato della futura ra-
                                                    tifica del trattato di adesione dell’Ita-
                                                    lia al Patto Atlantico, temeva che un
                                                    ulteriore richiesta di riarmo avrebbe
                                                    coagulato le forze neutraliste, allora
                                                    molto forti, dell’opposizione e della
                                                    stessa maggioranza.  La situazione
                                                    internazionale che, dopo la seconda
                                                    guerra mondiale e il relativo  tratta-
                                                    to di pace, aveva posto l’Italia, tra i
                                                    paesi  occidentali,  in  una  posizione
                                                    subalterna, in quanto sconfitto dagli
                                                    Alleati, stava cambiando. Le poten-
                                                    ze  occidentali,  tra  le  quali  spiccava
                                                    la Francia, si erano rese conto, anche
                                                    nel loro stesso interesse, che un even-
                                                    tuale schieramento militare dei paesi
                                                    ad ovest della “cortina di ferro” non
             poteva fare a meno dell’italia per la sua posizione strategica nel mediterraneo e
             per la difesa dell’Europa occidentale da Sud. La Francia, infatti, sia da un punto
             di vista puramente militare (spostare più ad oriente possibile la linea di resistenza
             nei confronti dell’aggressione sovietica), che da un punto di vista più propriamen-
             te politico (equilibrare all’interno della coalizione il peso dei paesi anglosassoni
             con l’ingresso di un altro stato latino e mediterraneo) premeva verso gli Stati
             Uniti e la Gran Bretagna affinché anche l’Italia fosse tra i futuri paesi firmatari
             del Patto atlantico. Frattanto, il 17 marzo 1948, per iniziativa del ministro degli
             esteri britannico Bevin, era stato firmato tra Regno Unito, Francia, Belgio, Pa-
             esi Bassi e Lussemburgo il trattato di Bruxelles. Concepito come allargamento
             e trasformazione del precedente trattato anglo-francese di Dunkerque, il nuovo
             accordo era valido per cinquant’anni e comportava un’alleanza militare difensi-
             va che obbligava tutti gli stati firmatari ad intervenire in caso di aggressione ad
             uno di loro. L’alleanza non era più in funzione anti-germanica, come il trattato di
             Dunkerque, ma in funzione antisovietica. Prevedeva, inoltre, una generica coope-
             razione economica e sociale, collegandosi così al piano Marshall, che proprio in
             quel periodo, tramite l’Organizzazione europea per la Cooperazione economica
             (OECE), diveniva operativo. Dal punto di vista militare, l’Unione occidentale,
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