Page 182 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             logistico, schierata su una posizione capace di controllare completamente le diret-
             tive dell’attacco nemico e quindi di interdirlo, anche in modo dinamico. Lo sforzo
             di rinnovamento in campo dottrinario ricevette un notevole impulso in quanto si
             trattava di abbandonare i criteri tattici di stampo britannico imposti all’Esercito
             di Liberazione per passare ad una nuova serie dottrinale di impronta prettamente
             nazionale ed adattata alla difesa dei confini orientali ed alla morfologia dei terreni
             carsici, carnici ed alto atesini.
                Nel febbraio 1949, fu riordinato anche lo Stato Maggiore dell’Esercito che,
             diretto da un capo,  coadiuvato da un sottocapo era formato da 10 uffici: Ufficio
             del Capo di Stato Maggiore, Ufficio Operazioni, Ufficio Addestramento e Rego-
             lamenti, Ufficio Ordinamento, Ufficio Servizi, Ufficio Servizi, Ufficio trasporti,
             Ufficio ricerche e studi, Ufficio storico, Sezione amministrativa. Tra questi, l’Uf-
             ficio Operazioni era formato da 4 sezioni, di cui la 4ª Sezione informazioni, che,
             il 1° settembre, venne trasformata in ufficio autonomo e nel 1950 nel Servizio
             Informazioni operativo Situazione (SIOS), contemporaneamente alla costituzio-
             ne del Servizio informazioni delle Forze Armate (SIFAR). Dallo Stato Maggiore
             dipendevano anche gli ispettorati di fanteria, artiglieria, genio e motorizzazione,
             i servizi tecnici d’artiglieria e della motorizzazione, l’istituto geografico militare
             e la Scuola di guerra, ricostituita a Civitavecchia presso la sede della scuola coo-
             perazione varie armi.
                Nel febbraio – marzo 1947, intanto, la Commissione alleata di controllo cessò
             la sua attività e le Forze Armate italiane tornarono completamente sotto il control-
             lo governativo nazionale. Nel settembre dello stesso anno le unità italiane della
             divisione “Mantova” assunsero il controllo della fascia di confine con la Jugo-
             slavia in sostituzione dei reparti britannici e statunitensi. Per celebrare il ritorno
             sotto l’autorità italiana delle zone del Friuli si svolsero a Gorizia, Monfalcone e
             Udine delle parate militari, mentre altre manifestazioni ebbero luogo in dicembre
             a Venezia ed a Livorno di commiato alle forze anglo-americane che lasciavano
             l’Italia. Rimaneva, però, ancora aperta la questione del Territorio Libero di Trie-
             ste sotto occupazione britannica ed americana, che verrà risolta solo nel 1954.
             Nonostante il potenziamento delle forze di polizia, che erano state dotate di centi-
             naia di autoblindo, carri armati leggeri e camionette armate, l’onere del contrasto
             di manifestazioni violente di piazza ricadeva ancora frequentemente sui reparti
             dell’Esercito, come testimoniato dalle sommosse del 1948 successive al ferimento
             dell’on. Togliatti. Già in occasione delle prime elezioni parlamentari dell’aprile
             1948 si era registrato un pesante coinvolgimento delle unità dell’Esercito per il
             servizio di vigilanza ai seggi elettorali, che impegnò 31.800 uomini, mentre molte
             altre migliaia erano rimaste di pronto impiego nelle caserme. L’ordine era di man-
             tenere questi reparti celati alla vista del pubblico fino al momento dell’effettivo
             impiego, il quale doveva verificarsi in unità compatte ed organiche, della forza
             non inferiore al plotone, evitando assolutamente l’impiego isolato o frazionato
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