Page 181 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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II SeSSIone - Forze ArmAte e SocIetà                                181



             no ad Andria nel marzo 1946 dove i rivoltosi occuparono l’intero centro abitato
             assaltando la caserma dei carabinieri. Una colonna di Carabinieri inviata da Bari
                          appoggiata da due autoblindo venne arrestata dal fuoco dei rivoltosi
                            alla periferia ed in seguito respinta dopo aver subito la perdita di
                              un appuntato e la cattura di diversi automezzi e di prigionieri.
                                Nella notte, colonne autocarrate giunte di rinforzo, composte
                                anche da reparti del 9° reggimento di fanteria, penetravano in
                                città superando il fuoco di sbarramento di armi automatiche
                                  e bombe a mano, che causarono morti e feriti tra i milita-
                                    ri. La situazione rimase incerta fino al giorno seguente,
                                      con sparatorie in vari quartieri, nonostante l’afflusso
                                        di ingenti reparti di forze di Polizia e dell’Esercito
                                         appoggiati da unità meccanizzate.
                                             Lo Stato Maggiore dell’Esercito, stimolato in
                                           questo anche dal confronto con l’organizzazio-
                                           ne militare britannica e statunitense, diede, poi,
                                           inizio al profondo rinnovamento dottrinale della
                                           regolamentazione  tattico-logistica  che  avrebbe
                                           progressivamente portato la nostra forza armata
                                        quasi al livello degli altri eserciti del blocco occi-
                                       dentale. Veniva così superato, almeno dal punto di
                                       vista delle teorie dell’impiego in guerra delle grandi
                                       e minori unità, il divario negativo che nella Secon-
                                       da Guerra mondiale aveva caratterizzato l’Eserci-
                                        to italiano nei confronti degli eserciti Alleati e di
                                        quello tedesco. Il lavoro dottrinale si concretizzò,
                                        inizialmente, attraverso una serie di pubblicazioni
                                        interne  relative  all’impiego  tattico  delle  diverse
                                        unità fra le quali, di particolare rilevanza, ebbe la
                                        Circolare 3000 relativa all’organizzazione difensi-
                                        va. Base per i primi piani relativi alla difesa della
                                         frontiera orientale, la circolare aboliva la vecchia
                                         concezione  prebellica  della  “difesa  a  fascia”  e,
                                          partendo dall’esperienza  della  seconda Guerra
                                          Mondiale, specialmente in Africa settentrionale,
                                           adottava la concezione del caposaldo di batta-
                                           glione, inteso come concentrazione di potenza
                                           difensiva, autonoma dal punto di vista tattico-


                                            Soldato del 46° reggimento fanteria “Reggio” in
                                            uniforme di marcia invernale. 1948-49
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