Page 183 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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in nuclei o piccole pattuglie. Come misura a carattere precauzionale, su richiesta
delle autorità di pubblica sicurezza, vennero tenuti a disposizione nelle caserme in
varie regioni d’Italia, pronti ad ogni evenienza, il 50% degli effettivi. L’Esercito
provvide a rinforzare i presidi di guardia alle proprie installazioni, quali depositi
munizioni, magazzini, panifici, ecc. ricorrendo anche a lavori di fortificazione
campale e all’approntamento di ostacoli di filo spinato. Il Genio trasmissioni for-
nì apparati radio di riserva alle prefetture, mentre con i mezzi ricetrasmittenti in
dotazione si attuarono reti di riserva per assicurare il collegamento dei presidi in
caso di interruzione delle linee telefoniche. ma fu nelle giornate seguenti all’at-
tentato a Togliatti che emerse in maniera evidente la scarsa consistenza e prepara-
zione militare delle forze di polizia, che persero il controllo dell’ordine pubblico
in molte grandi città del settentrione. I tumulti, che costarono 30 morti e più di 800
feriti, oltre a 7.000 arresti e 50 miliardi di danni, misero a dura prova le fragili isti-
tuzioni democratiche che l’italia s’era data appena sette mesi prima con l’entrata
in vigore della Costituzione repubblicana. Il senso del reale e di responsabilità
dello stesso Partito Comunista e la fermezza del Governo evitarono il peggio. in
previsione delle elezioni del 1948 i presidi dell’arma di fanteria di stanza nelle
maggiori città italiane erano stati rinforzati con plotoni extra organico dotati di
mezzi corazzati cingolati da impiegare nelle strade in caso di gravi perturbamenti
dell’ordine pubblico. La Divisione Folgore fu schierata sull’Appennino Tosco-
Emiliano con compito di garantire la percorribilità delle arterie stradali e ferro-
viarie che collegavano il nord col sud della Penisola. Nel periodo pre elettorale, a
titolo dimostrativo, si svolsero in tutta Italia imponenti parate militari, che coin-
volsero decine di migliaia di soldati al completo di dotazioni ed equipaggiamenti.
A Roma, ad esempio, il 4 aprile 1948 venne celebrata in grande stile la ricostitu-
zione della divisione Granatieri di Sardegna con lo sfilamento ai Fori Imperiali di
170 mezzi corazzati. Frequenti furono nel 1946-1948 gli interventi dell’Esercito
in sostituzione di categorie di scioperanti che con la loro astensione prolungata dal
lavoro minacciavano di mettere in crisi l’attività produttiva dell’intera nazione.
Ad esempio, nel luglio 1948, in occasione dello sciopero del personale addetto
ai depositi del Comitato italiano petroli intervennero le Forze Armate, che per un
mese occuparono i depositi carburanti, garantendo il funzionamento degli stessi
in modo da assicurare i rifornimenti essenziali alle attività civili, produttive e di
sicurezza.
Nel maggio 1948, il Generale Marras inviava al Ministro della Difesa Pacciar-
di il progetto complessivo del nuovo ordinamento dell’Esercito che avrebbe uffi-
cialmente abrogato l’ordinamento del 1940 di fatto ancora in vigore. il progetto
era accompagnato da un piano triennale relativo all’attuazione e uno quinquenna-
le relativo alla preparazione delle scorte di mobilitazione e alla difesa contraerei,
con la richiesta complessiva di un finanziamento straordinario di 518 miliardi di
lire. Il progetto approvato da Pacciardi, non fu presentato in parlamento dal gover-

