Page 187 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Soldati di artiglieria in azione durante un alluvione
un immediato pericolo di insurrezione comunista, in quanto l’influenza del P.C.I.
non era così forte come pensavano gli osservatori di oltreoceano mentre la mag-
gior parte dell’opinione pubblica italiana era su posizioni nettamente favorevoli
al blocco occidentale. Riguardo al riarmo, dopo avere prospettato la possibilità
di utilizzare parte degli aiuti del piano Marshall, il generale italiano chiese senza
mezzi termini di inviare preventivamente le armi necessarie a fronteggiare un
eventuale aggressione jugoslava prima dell’attuazione del piano di riarmo degli
eserciti dell’Europa occidentale che avrebbe richiesto un certo lasso di tempo. La
questione della difesa della nostra frontiera orientale permise a Marras di affron-
tare il problema strategico generale della difesa dell’Europa occidentale a cui la
difesa dell’italia era strettamente legata.
In questa prima fase di conversazioni, lo State Department e lo stato maggiore
dell’Esercito americano tennero un atteggiamento molto prudente, in quanto era
loro desiderio che prima l’italia entrasse nell’Unione occidentale e che poi fosse
ammessa ufficialmente nell’Alleanza Atlantica le cui trattative, allora in corso,
non erano prive di difficoltà. I rappresentanti americani diedero per certo al Gene-
rale marras solamente che gli Usa avrebbero concretamente preso in considera-
zione un eventuale richiesta di assistenza nel caso di una grave emergenza politica
interna, in parole povere nel caso di insurrezione comunista. Le ultime conversa-

