Page 190 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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190 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
in questo momento la costruzione del-
la democrazia a governi fidati nei paesi
occupati? La crisi dei gruppi dirigenti
europei all’inizio del 1947 non è anco-
ra risolta. Nel caso italiano, Mariuccia
salvati ha osservato che rimangono
pochi elementi aggreganti a livello na-
zionale, in quanto dopo il crollo 1943-
45 vi è una discontinuità nella perce-
zione popolare dell’identità nazionale.
Data la crisi organica delle classi di-
rigenti continentali, l’espansione del
comunismo non è l’unico problema da
affrontare. Vi è poi il rischio che una
possibile crisi di riconversione all’eco-
nomia di pace possa portare nei paesi
ex fascisti a un ritorno al nazionalismo,
George Marshall con il rischio di attirare forze sia di de-
stra che di estrema sinistra. Proprio
perché occupate militarmente e bloccate nella loro ricostruzione dalle divisioni
tra i tre grandi, le nazioni sconfitte potrebbero orientarsi in senso antioccidentale
e stringere accordi con l’URSS, che infatti dal 1944 in poi propone numerose
offerte in tal senso, a partire dal riconoscimento del governo Badoglio fino alle of-
ferte di Molotov nel luglio del 1946 per la riunificazione politica della Germania.
Gli USA, allora, una volta compresa sin dal 1944-45 l’impossibilità della Gran
Bretagna nel sopportare gli enormi costi economici della ricostruzione nelle zone
che le sono state attribuite nelle conferenze di Mosca e Teheran, nel giro di due
anni la sostituiscono, accollandosi i costi della zona di occupazione britannica in
Germania nell’estate del 1946 e in Grecia e Turchia nel febbraio del 1947, quando
gli inglesi annunciano il proprio ritiro.
L’espansione americana in Europa, non dipende dunque tanto da pretese impe-
rialiste, bensì è motivata dal peggioramento della situazione economica inglese.
Un altro elemento che può in qualche modo spiegare l’espansione americana
in Europa è però di carattere ideologico; infatti dopo la sconfitta di Churchill alle
elezioni del 1945, la politica americana nutre sospetti verso il tentativo laburista
di introdurre esperimenti di politica sociale in inghilterra e nella zona Britannica
della Germania, perché ciò ostacola la formazione di un mercato economico mon-
diale aperto basato sulla concorrenza, che ha come ispiratori prima Wilson e poi
Cordell Hull.
Nonostante tutto, tra il l945-1947 gli USA non si impegnano direttamente in
Europa, preferendo muoversi nell’ambito degli organismi internazionali. La ri-

