Page 195 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             cooperazione economica europea), producono dei programmi di ricostruzione ed
             eleggono un comitato ristretto di rappresentanti per la redazione di un documento
             che contiene le richieste di aiuto agli UsA. Alan milward conduce uno studio sul-
             la documentazione prodotta e nota il carattere esorbitante delle richieste europee,
             lo scarso coordinamento dei programmi nazionali e la difficoltà, per l’amministra-
             zione Truman, di soddisfare tali richieste avendo gli USA un bilancio buono ma
             pur sempre limitato.
                A fine agosto, facendo un primo bilancio della conferenza, il delegato inglese
             Sir Franks spiega a Clayton che i paesi della CEEC calcolano che nel quinquennio
             1947-1952 vi sarà un deficit nei confronti del resto del mondo di 29,2 miliardi di
             dollari che solo gli aiuti americani potranno colmare. La somma considera non
             solo le importazioni di beni essenziali, ma anche investimenti per una moderniz-
             zazione industriale necessaria per rendere i paesi CEEC indipendenti, nel lungo
             periodo, da aiuti esteri. Inoltre, nonostante le enormi somme richieste, la CEEC
             stima che nel 1952 ci sarà comunque per l’Europa un deficit commerciale da ri-
             pianare. Pertanto l’indipendenza economica dell’Europa non è assicurata neanche
             alla fine del piano Marshall. Per Clayton tutto questo è inaccettabile. Gli america-
             ni debbono sobbarcarsi i costi della ricostruzione, senza neanche avere l’assicura-
             zione che dopo il 1952 finiranno  le richieste di aiuto.
                L’insoddisfazione americana per i risultati conseguiti spinge il Dipartimento di
             Stato a imporre alcune condizioni alla CEEC, ossia la stabilizzazione della loro
             economia indipendentemente dalla misura degli aiuti UsA e una buona gestione
             degli aiuti evitando sprechi.
                in sintesi Clayton chiede ai paesi CEEC un impegno per un’economia mon-
             diale aperta, onde applicare prima possibile gli accordi di Bretton Woods. Date le
             divergenze tra Europa e USA i lavori della CEEC vengono sospesi, ma alla fine
             Clayton accetta a titolo provvisorio le conclusioni della CEEC in cambio di sei
             condizioni che i paesi beneficiari sottoscrivono nel rapporto finale. Tali condizioni
             assicurano agli UsA un controllo sui provvedimenti in economia dei governi dei
             paesi beneficiari.
                Un rapporto consegnato dalla CEEC  al governo statunitense il 22 settembre
             1947 chiarisce la situazione: manca il meccanismo triangolare che possa permet-
             tere all’Europa di compensare in parte il proprio deficit nell’area del dollaro con le
             esportazioni industriali e con i redditi di capitale, mentre Africa e Asia esportano
             materie prime negli UsA.
                La liquidazione degli investimenti inglesi all’estero per poter ripagare gli USA
             dei  prestiti  fatti  durante  la  guerra  toglie  risorse  finanziarie  importanti  ai  paesi
             CEEC; diventa necessario, quindi, l’intervento americano. Nel rapporto CEEC
             si chiede un finanziamento di 20 miliardi di dollari in 4 anni per colmare il forte
             deficit corrente dei 17 paesi CEEC con il resto del mondo. La situazione europea
             è talmente deteriorata da lasciare alla fine del periodo uno squilibrio dei conti
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