Page 198 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             menti entro la fine del “Piano Marshall” per garantire al congresso una scadenza
             sicura per la fine degli aiuti americani all’Europa occidentale e infine la creazione
             di fondi di contropartita in valuta locale sotto controllo statunitense. Essi consisto-
             no in un conto presso la banca centrale, dove vengono depositati fondi in valuta
             locale per un importo equivalente al valore in dollari delle merci donate dagli
             UsA (grants). Il Dipartimento di Stato vuole così influenzare e controllare la poli-
             tica finanziaria dei paesi assistiti monitorando l’utilizzo dei fondi di contropartita.
                Alla fine USA e Europa cercano un compromesso, infatti non è vantaggioso
             per l’America indebolire troppo i suoi alleati e rischiare che l’inghilterra attui
             politiche protezionistiche dividendo il mondo in tre aree distinte.
                All’interno del Dipartimento di Stato si afferma quindi una strategia diversa
             da quella di Clayton. Il vicesegretario di Stato Robert Lovett analizzando la situa-
             zione conclude che la prima questione su cui lavorare è la produzione e la cresci-
             ta economica per operare una stabilizzazione anticomunista cambiando l’ordine
             delle priorità rispetto a Clayton. Se Clayton vuole l’apertura immediata del mer-
             cato, Lovett ritiene che le regole di Bretton Woods debbano essere un obiettivo
             da raggiungere alla fine del Piano Marshall. Proprio l’esistenza di questa seconda
             linea più concreta porta il dipartimento di Stato ad una maggiore elasticità nel
             corso della conferenza di Parigi e nei negoziati successivi. Un aumento immediato
             della produzione e un rinvio degli obiettivi di Bretton Woods teneva conto delle
             esigenze dei paesi CEEC, e della difficoltà americana a riformare il capitalismo
             europeo in tempi brevi. Gli aiuti americani arrivano al momento giusto per evitare
             scontri tra i sostenitori del capitalismo e i suoi oppositori. Il ruolo USA è dunque
             rafforzato, considerate le divisioni nell’Europa post-bellica tra Francia e Inghil-
             terra che costituiscono un elemento di debolezza in funzione della ricostruzione
             economica e sociale.
                Le nazioni europee si adattano alla visione statunitense del mondo postbel-
             lico. La crisi della sterlina le porta ad accettare molte richieste del dipartimento
             di stato; infatti per ottenere aiuti si impegnano ad applicare le regole di Bretton
             Woods entro la fine del Piano Marshall. Con tali accordi l’interesse nazionale è
             collegato strettamente a quello dell’area di appartenenza. Il compito del governo
             di ciascun paese, è quello di rappresentare la propria nazione e di conciliare gli
             interessi interni con i vincoli di stabilizzazione capitalista imposti dal centro. La
             crisi della sterlina costringe Italia e Francia a svalutare alla fine del 1947 la propria
             moneta per poter avviare un percorso di risanamento. il Governo italiano persegue
             questa strada con continuità, si libera da condizionamenti sindacali e si prepara
             all’apertura del mercato estero. La stabilizzazione europea si completa nel marzo
             successivo con l’introduzione del marco tedesco nella bizona. La creazione di
             questa nuova moneta determina il ritorno della Germania occidentale all’econo-
             mia di mercato, il reintegro dell’industria tedesca e sancisce la divisione in due del
             paese cancellando ogni residua influenza sovietica sulla Germania occidentale.
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