Page 177 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             mento, 3 divisioni di sicurez-
             za  interna,  10  reggimenti  di
             fanteria  non  indivisionati,
             con  un adeguata  struttura
             logistico-addestrativa,   per
             un totale di 140.000 uomini.
             Veniva inoltre resa definitiva
             la  cessione del materiale  al-
             leato in dotazione alle nostre
             truppe con la promessa di ul-
             teriori forniture. il 10 marzo
             1946, dopo faticose trattative
             tra  i  nostri  vertici  militari  e
             gli  organi di controllo  allea-
             ti, il Capo di Stato Maggiore
             dell’Esercito, generale Cador-
             na, diramava i nuovi organici
             dell’esercito  di transizione
             che, per la parte strettamente
             operativa doveva essere costi-
             tuito dallo Stato Maggiore, da
             5 divisioni di fanteria (gli ex              Alpino del 4° reggimento alpini,
             gruppi  di  combattimento),  3                         brigata “Taurinense”
             divisioni di sicurezza interna,
             7 reggimenti di fanteria non indivisionati, 3 reggimenti alpini; per la parte territo-
             riale dagli organi ministeriali, 11 comandi militari, 99 distretti, 90 depositi e altri
             enti; per la parte addestrativa dall’Accademia, dal Comando scuole militari, 11
             centri addestramento reclute, e da altri enti minori. Nel corso del 1946, le divisio-
             ni di sicurezza interna furono trasformate in brigate su due reggimenti di fanteria
             e un gruppo di artiglieria misto, mentre le divisioni di fanteria furono dotate di
             un gruppo esplorante divisionale costituito da carri leggeri e autoblindo. Furono
             inoltre costituiti 15 nuovi reggimenti di varie specialità d’artiglieria (da campa-
             gna, contraerea, controcarro). Cadorna puntava alla costituzione di un esercito
             limitato ma efficiente, capace di mobilitarsi repentinamente e, anche per questo
             motivo, accettava il sistema britannico di addestramento, basato su speciali centri
             (CAR) nei quali le reclute avrebbero ricevuto un’istruzione omogenea. Obiettivo
             a lungo termine dello Stato Maggiore italiano era quello di creare un esercito mo-
             dellato sulle strutture dell’anteguerra, a larga intelaiatura, in grado di opporsi alle
             potenze militari degli stati confinanti e modernamente equipaggiato attingendo
             al numero surplus di moderni equipaggiamenti che gli alleati avevano lasciato in
             Italia dopo il rimpatrio di gran parte delle loro forze. In questo contesto, sorse il
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