Page 173 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             Nel triennio 1950-1952, furono oltre 7000 le persone denunziate, per lo più per
             reati di natura tributaria, accertando una evasione fiscale per oltre 800 milioni di
             lire. Furono inoltre controllate più di 5000 richieste di liquidazione di danni di
             guerra, rilevando rispetto alle domande presentate ed a beneficio del bilancio del
             T.L.T., una differenza in meno di oltre tre miliardi di lire. Numerosi furono anche
             i sequestri di generi di contrabbando, soprattutto sigarette, delle quali ne furono
             sequestrate oltre otto tonnellate, ma non mancarono sequestri di altre tipologie di
             merce.
                Se si considera che il bilancio del T.L.T., era quasi sempre in passivo, e che
             queste passività dovevano essere ripianate dallo Stato italiano, si comprende me-
             glio come dall’attività della Guardia di Finanza triestina ne finiva per trarre bene-
             ficio anche l’intero bilancio nazionale.
                La riapertura dei negoziati tra i governi americano ed inglese da un lato, e
             Belgrado e Roma, ciascuno mirante a tutelare i propri interessi, avvenne nel gen-
             naio 1954, ma dopo inutili trattative si conclusero con il secondo memorandum
             d’intesa firmato a Londra il 5 ottobre, con il quale i governi americano ed inglese
             annunciarono di aver deciso unilateralmente il ritiro delle proprie truppe da Trie-
             ste, e la consegna della Zona “A” all’amministrazione italiana.
                Nello stesso giorno il Consiglio dei ministri nominò il generale De Renzi pro-
             prio rappresentante per l’assunzione dei poteri a Trieste, ed il prefetto Giovanni
             Palamara commissario di governo per la città ed il territorio destinato a passare
             sotto l’amministrazione italiana.
                Cominciarono così i preparativi per l’entrata delle truppe, nel frattempo con-
             centrate ad Udine. La Guardia di Finanza costituì una apposita compagnia di for-
             mazione, articolata su due plotoni, uno tratto dalla Legione di Udine ed uno da
             quella di Venezia, che, unitamente a due battaglioni dell’Arma dei Carabinieri,
             lasciarono Udine alle 1,35 del 26 ottobre, giungendo alle 5,30 al valico stradale
             di Duino, dove furono accolti da ufficiali della Guardia di Finanza del T.L.T.. La
             Compagnia di formazione venne poi scortata fino alla caserma “Postiglioni”, sede
             del Comando della finanza triestina, ove avvenne il passaggio delle consegne e
             l’alzabandiera della Repubblica italiana. il ritorno all’italia fu celebrato con ecce-
             zionale enfasi anche sul giornale delle Fiamme Gialle di Trieste.
                Il  4  novembre,  l’anniversario  della  vittoria  del  1918,  fu  celebrato  con  una
             grande parata militare alla presenza del Presidente Einaudi. Parteciparono rap-
             presentanze di tutte le forze armate, e da Roma giunse la Bandiera di guerra della
             Guardia di Finanza.
                In poche occasioni, come questa, il simbolo della bandiera servì a testimoniare
             la continuità di una presenza, garantita attraverso eventi straordinari, e di un’i-
             dentità specifica, anche nel quadro del governo militare alleato, che fece sì che il
             ritorno all’amministrazione italiana non implicasse difficoltà particolari. Le due
             componenti di finanzieri continuarono infatti a funzionare come organismi solo
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