Page 172 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             erano anche gli articoli dedicati alla tecnica professionale o al commento di leg-
             gi e regolamenti in materia tributaria, così come erano presenti diverse rubriche
             dedicate alle attività di protezione sociale e sportive svolte a favore o dagli stessi
             finanzieri triestini.
                La politica di graduale integrazione con l’amministrazione italiana fu porta-
             ta avanti con continuità dal G.M.A. fino al marzo del 1951. Con l’assunzione
             del comando della Zona da parte del magg. gen. John Winterton, si assistette ad
             un sostanziale cambiamento di indirizzo nella politica alleata, determinato dalla
             guerra di Corea e dal sensibile miglioramento nella posizione internazionale della
             Jugoslavia, concretizzatosi in un atteggiamento di maggiore equidistanza tra le
             due comunità del T.L.T., e dall’inasprimento dei controlli alla frontiera con la
             Repubblica Italiana, testimoniato dal ripristino dell’obbligo di esibizione dell’ap-
             posito lasciapassare rilasciato dal G.M.A., da tempo caduto in disuso.
                Dopo il fallimento dei negoziati di Roma e la firma del Memorandum d’inte-
             sa del 9 maggio 1952 a Londra, ebbe inizio l’ultima fase di governo alleato sul
             Territorio Libero di Trieste, caratterizzata da una nuova modifica della struttura
             organizzativa del G.M.A., in vista del suo parziale ritorno all’Italia.
                Dal 6 luglio 1952 ci fu dunque una forte immissione di funzionari italiani e
             tutta l’amministrazione civile passò sotto il controllo italiano per tramite di un Di-
             rettore Superiore, il Prefetto Gian Augusto Vitelli, da cui dipendevano le Direzioni
             dell’interno e della Finanza ed Economia.
                La separazione dalla V.G.P.F., ormai risalente ad oltre due anni prima, si rivelò
             provvidenziale per il Corpo della Guardia di Finanza di Trieste, che si presentò
             come l’unica struttura in grado di affrontare sin dall’inizio la nuova situazione,
             senza necessità di apprezzabili cambiamenti.
                Per di più, l’autonomia non aveva impedito una stretta integrazione con la
             Guardia di Finanza della Repubblica, tant’è che il servizio veniva esplicato “se-
             condo le disposizioni delle leggi e dei regolamenti italiani” in materia fiscale ed
             attenendosi alle disposizioni del regolamento di Pubblica Sicurezza, del Codice
             Penale e del Codice di Procedura Penale italiani .
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                Gli ufficiali alleati al comando delle fiamme gialle di Trieste furono sostituiti
             e, dal 1° settembre 1952, il comando del Corpo fu assunto dal tenente colonnello
             Aldo Duce, appositamente trasferito dal Comando Generale della Guardia di Fi-
             nanza.
                Intensa e ricca di risultati fu l’attività svolta dalla Guardia di Finanza di Trie-
             ste fin dalla sua istituzione, tanto che già nel primo semestre del 1950 si ebbe un
             incremento del bilancio finanziario del T.L.T. di oltre 1 miliardo e mezzo di lire.



             21  “Manuale  d’Istruzione”  per  il  Corpo  della  Guardia  di  Finanza  di  Trieste,  1^  Edizione
                Luglio 1950, pag. 4 – Trieste, F. Zigiotti Editore. Archivio Storico del Museo della Guardia
                di Finanza (ASMGF).
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